Cgil, Cisl e Uil: “L’ordinanza tir è una toppa”

TirSull’ordinanza tir del sindaco Accorinti i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Lillo Oceano, Tonino Genovese e Carmelo Catania scrivono:

“Paradossale contrapporre il profitto aziendale ai legittimi diritti di una comunità,  ma grottesco è ridurre un problema così serio a derby e sforzarsi di far apparire la scelta della giunta come un improvviso scatto di orgoglio.

Che i TIR debbano restare fuori dal centro cittadino, a Messina lo sanno anche le pietre, ma l’unica struttura che ha realmente iniziato a limitarne la presenza – l’approdo d’emergenza di tremestieri – si deve ad un messinese “onorario” come l’ex Prefetto Alecci. Poi purtroppo, a parte la lotta per avere  quei poteri speciali, più niente. Ed ancor oggi, ad oltre 9 anni dall’avvio, la città e la politica sono costretti a interrogarsi su quando quel terminal verrà ripristinato, e non invece su quando lo stesso sarà ampliato, completando così l’opera di liberazione della città da quella che è oggettivamente una vera occupazione.

In queste condizioni la delibera sui Tir è dunque una toppa. Un atto forte senza alcun dubbio, ma pur sempre una toppa. Sarebbe bastato che Accorinti, tra un sorriso e una pacca con Crocetta o Poletti avesse posto con forza a Stato e Regione l’imprescindibile richiesta del completamento di Tremestieri per far apparire la decisione di ieri come un energico schiaffo in faccia dato a queste istituzioni per il loro immobilismo, ma così purtroppo come si sa non è stato.

E così,  senza aver creato una via alternativa di deflusso ai TIR che obbligatoriamente , da Salerno o da altrove, vanno e vengono dal Continente,si è deciso di impedirne la libera circolazione con conseguenze che però saranno tutte da verificare.

L’ordinanza suscita infatti forti perplessità e non solo per le ricadute produttive ed occupazionali che oggettivamente comporterà .

La stessa, per usare una parola forte, prende in ostaggio i mezzi da sbarco dell’autotrasporto senza offrire una viabilità alternativa. Restringe il perimetro consentito e comprime le fasce orarie, ripristinando la servitù di quel traffico in quella  parte della città storicamente già colpita, determinando in questo modo pesanti vincoli alla circolazione e conseguente aumento dei costi.

Tutti i provvedimenti emessi finora hanno dovuto riconoscere come ineludibile il sistema delle deroghe che a questo punto è facile intuire, con la via per Salerno preclusa, potranno solo aumentare. Si devia quindi il traffico delle deroghe nel centro cittadino, e proprio sulla via Vittorio Emanuele dove tra l’altro sbarcano i crocieristi, e comunque penalizzando nuovamente Boccetta.

ipotizzare che tutto ciò non avrà conseguenze è puro azzardo. La rimodulazione degli orari e dei percorsi, se riguardo al settore marittimo può decidere del mantenimento o meno di una linea, e dunque  dei conseguenti occupati, sul versante del trasporto delle merci ha inevitabili e pesanti ricadute sulla produzione e sull’intera economia collegata.

Si è deciso di fare un gesto plateale, dando un taglio netto ai Tir ben sapendo che quel taglio in queste condizioni non potrà avvenire. Un impegno smisurato se paragonato al risultato,  proprio mentre su tutti gli altri problemi questa città ancora attende.

I problemi vanno affrontati e non aggirati. Lo abbiamo ripetuto ad Accorinti, ma ancora attendiamo risposte”.

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