Casa Serena rischia ancora la chiusura. Non c’è accordo tra Comune e cooperativa Azione sociale

Casa SerenaUn’ipotesi, quella dell’indisponibilità della cooperativa Azione Sociale a proseguire la gestione del servizio, e su Casa Serena ritorna l’emergenza. Non c’è accordo tra Comune e Cooperativa sui termini di prosecuzione del servizio, così l’assessore comunale ai Servizi sociali Nino Mantineo ha convocato un incontro urgente alla presenza di sindacati, del direttore generale del Comune Le Donne, del dirigente ai Servizi sociali Bruno e del direttore della Coop. Azione Sociale.

La Cisl Fp, rappresentata dal segretario generale Calogero Emanuele, ha manifestato la necessità di procedere con la proroga ma “bisogna ripensare la rimodulazione delle ore che, alla luce dell’esperienza del 2013, non può avere accoglimento da parte del sindacato”. “Il rischio concreto – ha detto Emanuele – è quello di rivivere una situazione simile a quella del dicembre 2012, con la minaccia di chiusura di Casa Serena dietro l’angolo”.

La proroga – per il sindacato – è la strada obbligata e può avvenire alle stesse condizioni di risorse servizi e prestazioni. Le figure di rapporto fiduciario della cooperativa non possono gravare sul budget mensile di 250 mila euro necessario per la proroga e i compiti di carattere gestionale, verifica e controllo, potrebbero essere assicurati dagli uffici del Dipartimento.

“Questo – ha sottolineato Emanuele – rappresenterebbe un risparmio a beneficio dei lavoratori e consentirebbe di utilizzare tutta la forza lavoro in atto con una garanzia delle ore lavorative che va oltre il 90% della retribuzione prevista. Ipotesi valida – precisa – per superare la fase sino al 31 marzo, il tempo insomma che serve a ripensare il sistema di gestione dei Servizi sociali erogati dal Comune”.

“Non possono essere penalizzati solo i lavoratori – ha tuonato Emanuele – e non accetteremo condizionamenti dall’Amministrazione né tantomeno dalla Cooperativa. Non vogliamo, poi, pensare che l’Amministrazione Accorinti voglia essere ricordata come quella che ha chiuso la storica residenza di Casa Serena. Bisognerebbe – ha continuato – a quel punto spiegare alla cittadinanza perché sono state spese risorse per oltre un milione di euro per la ristrutturazione e l’ammodernamento della struttura”.

Il ragionamento della Cisl Fp è, però, più ad ampio raggio: “Va ripensato – dice il segretario della Funzione Pubblica cislina – il sistema di gestione dei servizi sociali, idea lanciata e condivisa anche dall’assessore Mantineo. Bisogna dare vita a un contenitore unico che metta insieme tutti servizi erogati: anziani, minori, disabili, asili, Cag, utilizzando e garantendo tutta la forza lavoro impegnata nei vari servizi, mettendo in rete tutte le risorse disponibili del bilancio comunale, Legge 328, PAC, Fondi Europei, risorse del privato, Istituzioni ed Enti vari. Per questo – ha concluso Emanuele – auspichiamo il coinvolgimento del privato sociale, delle Istituzioni pubbliche e private, con il Comune che si riappropri del ruolo di controllo, verifica, gestione amministrativa, analisi e programmazione. Questo significherebbe razionalizzare, economizzare, risparmiare e programmare i servizi in maniera seria e duratura nel tempo”.

 

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