Nuove professioni. Dalla medicina all’agricoltura, la gastronomia…tutto passa per il web

nuove professioniTrovare lavoro nel 2017 si sa, non è nulla di semplice. Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia si aggira intorno al 39,4%, dato abbastanza preoccupante che nel Meridione è ancora più elevato e arriva a toccare il 60%. E quindi la domanda che ci si pone è: cosa fare per migliorare questa condizione in cui ci troviamo? L’unica soluzione, sperimentata già da alcuni, è crearsi nuove opportunità che vadano al passo con i tempi e che sfruttino tutte le innovazioni in campo tecnologico di cui abbiamo, indubbiamente, ampia disposizione.

Molti giovani sfruttano la loro potenzialità di sapersi muovere nel mondo dei social: i Creatori di contenuti Youtube aumentano di giorno in giorno e chi riesce, attraverso il proprio video blog, a raggiungere alti numeri di click, guadagna attraverso le visualizzazioni e gli sponsor offerti dal sito.

Per gli amanti della tecnologia si aprono parecchie strade, purtroppo ancora in fase di costruzione. Non in tutte le città esistono infatti aziende che assumono queste categorie professionali, soprattutto al sud, ma basta fare qualche ricerca più accurata e qualcosa si trova sempre. Il Software Architect è una figura professionale già conosciuta: è specializzato nella progettazione di programmi e applicativi informatici, in base alle esigenze del cliente studia la soluzione più idonea, definisce le specifiche tecniche e realizza il disegno logico delle singole componenti e del complesso del software. Il Business Development Director valuta, invece, un business e ne realizza il potenziale, usando strumenti come il marketing, le vendite, la gestione delle informazioni ed il servizio al cliente. Il Designer della stampa 3D, è un professionista, designer o architetto, specializzato in questa nuova tecnologia in continua espansione.

In ambito sanitario, con le nuove frontiere della medicina, saranno molto richieste le figure specializzate come il Nano-Medico, che crea microimpianti di monitoraggio della salute o automedicazione dei malati.

Anche l’agricoltura e l’allevamento stanno sperimentando innovazione e reinvenzione: l’Agricoltore verticale che, nelle città del futuro, coltiverà sugli edifici; l’Apicoltore Urbano, alleva le api per produrre miele per consumo umano; il Professional Trainer dell’Orto, fornisce consigli a coloro che vogliono creare un orto privato ma non ne hanno le competenze. A tal proposito abbiamo l’esempio pratico di un ragazzo di Catanzaro, Stefano, che utilizzando il terreno dei nonni ha creato un business tutto suo. Ha diviso il terreno in piccoli appezzamenti e li ha affittati a 250 euro per quattro mesi, insegnando agli affittuari come coltivarli in modo giusto con prodotti di stagione. Stefano sponsorizza la sua attività su Facebook, guadagnando circa 80mila euro l’anno.

Ed ancora il “Personal brander“, il consulente che ci aiuterà a creare un nostro marchio, un “personal brand”, attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione di massa. Il “personal brander” si occuperà di definire insieme a noi che tipo di identità e personalità vogliamo trasmettere su Facebook, Twitter, blog e così via. Sarà questo tipo di esperto a darci i consigli per capire come trasferire i nostri valori nella nostra identità digitale e misurare quanto la nostra immagine virtuale è compatibile con la realtà.

A volere, parzialmente, sollevarsi dalla ‘dipendenza da web’  ci sarebbero settori quali la gastronomia e il turismo. L’Assaggiatore professionale è una figura che effettua un’accurata analisi sensoriale per certificare le proprietà enogastronomiche dei prodotti ( e qui è solo questione di palato), ma se interviene  il Food Blogger si finisce in ‘rete’. E’ colui che fornisce consigli, informazioni e opinioni sul mondo della cucina attraverso il suo blog. Poi c’è il professionista del turismo enogastronomico: organizza itinerari turistici che prevedono anche tappe dedicate all’arte della buona tavola e del buon bere (ad esempio degustazioni di vini locali).

Ci si ferma qui? No certo, c’è tanto altro ancora da fare, inventare, per dare spazio a nuove professioni. Tanto da far sembrare piccolo il mondo e poco il tempo a disposizione per farlo, inventarlo: il nostro futuro migliore.

Martina Zaccone

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