Motoraduno a Santa Margherita: il racconto della passione che riunisce i centauri

Motoraduno Pirates - Foto 08

Passione: è questa la parola che viene in mente quando si pensa alle centinaia di persone che si riuniscono in un luogo, durante un evento, comunemente conosciuto come “motoraduno“. Questo è avvenuto domenica scorsa sul lungomare di Santa Margherita: bikers provenienti da Messina e da tutta la Sicilia hanno creato una di quelle manifestazioni che si vedono raramente dalle nostre parti.

L’idea è stata concepita da un motoclub strettese, i Pirates, che per il secondo anno consecutivo hanno voluto riunire, in riva al mare, in onore del nome che portano fieri, tutte le persone che hanno la passione della moto. Ci sono voluti mesi di preparazione, ma alla fine il raduno ha avuto il successo desiderato.

È il presidente del club, Giuseppe Lanzo, a raccontarci l’esperienza vissuta domenica 23 Luglio.

«Alle otto del mattino ecco che la macchina organizzativa si mette in moto con tanto di alza bandiera rigorosamente col teschio in evidenza. La giornata si presenta calda ma gradevole, dato il venticello che soffia in riva al mare. Cominciano ad arrivare i primi bikers che vengono accolti calorosamente dallo staff.

Dopo aver parcheggiato le moto ecco che i viaggiatori vengono rinfrescati con una gradevole, quanto tipica, granita al limone. Qualcuno non perde tempo e, tovaglia in mano, è già in acqua in attesa che cominci il giro turistico.

Alle 11,15 si monta in sella per iniziare il giro alla volta di Scaletta Zanclea per ammirare il castello Rufo Ruffo. Le moto riescono ad entrare addirittura all’interno, facendo da sfondo all’incantevole scenario. I visitatori rimangono letteralmente a bocca aperta davanti ad un panorama che ritrae lo splendido Stretto di Messina in tutta la sua interezza. Il castello non è da meno tanto che al suo interno ci sono tante bacheche con uniformi e armi antiche e tanti stendardi nobiliari.

All’ora di pranzo, puntuali come non mai, si rientra alla base dove ad attendere il gruppo c’è un piccolo rinfresco. Iniziano gli spettacoli: il primo ad aprire è Dario Bianco, che con le sue performance e i suoi travestimenti diverte tutti. Con tre balli ironici, arriva la brutta figura dei Village People. Infine, con la musica dal vivo dei Rewind, gli animi si surriscaldano a ritmo del rock di Vasco Rossi.

Dopo la premiazione finale è ora della chiusura e mentre il sole scende all’orizzonte, i bikers salutano lo Stretto con un ricordo in più da portare in sella».

Martina Zaccone

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