Arte, musica e sociale: il racconto in 25 foto del Capo Peloro Fest 2018

Un gesto d’amore per la città dello Stretto, per la Sicilia, per il Mediterraneo: questo, in sostanza, il Capo Peloro Fest, che ieri sera ha fatto ballare, divertire e riflettere le centinaia di messinesi accorse in spiaggia per la giornata conclusiva di questa quarta edizione.

La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco Capo Peloro, che quest’anno ha scelto come filo conduttore il tema “Dalla terra al mare”, ha replicato il successo della prima serata, durante la quale si è svolta, tra le altre, la tanto attesa esibizione dei Kunsertu, uno dei gruppi più amati dagli abitanti della città e non solo. Ma il Capo Peloro Fest non è solo una kermesse musicale. È anche un momento di ascolto e riflessione, uno sguardo sulla realtà contemporanea, sulle sue criticità. Perché tutti gli artisti che vi hanno partecipato sono accomunati non solo dalla Terra, dalla Sicilia, dalle sue bellezze e contraddizioni, ma anche, e soprattutto, dall’impegno politico e sociale, dalla voglia di puntare i riflettori sul mondo che ci circonda.

Così, per esempio, i Figli dell’Officina, gruppo folk rock originario di Troina (Enna), hanno riportato in vita, narrandone le gesta nelle loro canzoni, protagonisti mai dimenticati della lotta alla mafia in Sicilia, da Peppino Impastato, a Don Pino Puglisi, a Rita Atria: «Raccontiamo la realtà che viviamo – hanno spiegato. L’alternanza tra il ritmo allegro delle nostre musiche e il tenore, più serio, dei testi, rappresentano per noi un invito a riflettere». E la musica diventa, quindi, strumento di conoscenza e riflessione, così come altre arti.

Lelio Bonaccorso, in proposito, salito sul palco per presentare insieme all’amico e regista Antonello Piccione il cortometraggio “Spada” realizzato insieme sulle note di una canzone di Domenico Modugno, “Lu pisci spada”, ha ricordato l’importanza di mezzi come il cinema o il fumetto, la loro capacità di avvicinare le persone a tematiche complesse, spesso trattate con superficialità o indifferenza.

«Cerchiamo di portare in alto il nome della nostra città, un territorio bellissimo che attraversa un periodo difficile – ha commentato Lelio Bonaccorso prima della proiezione del film. Ma crediamo che con le storie si possa cambiare la Storia, ed è una cosa che possiamo fare e che stanno facendo anche i ragazzi della Pro Loco Capo Peloro».

Sempre nel corso della serata, sono stati presentati due libri: il romanzo “Messaggio per una scimmia che si crede un’aquila” di Domenico Oteri; il graphic novelSalvezza” di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso che, dopo aver raccontato brevemente il viaggio a bordo della Aquarius, oggetto del reportage, ha mostrato un video inedito girato proprio nel corso di quei 20 giorni.

Tra gli altri artisti che – intervallati dalla proiezione del film “Sono tornato”, in cui Mussolini risorge per diventare una star della tv italiana – si sono esibiti accompagnando il pubblico dal tramonto fino alle prime ore del mattino: i messinesi “Intelaiatura Basimale”, i Tre Terzi, impareggiabili nel coinvolgere il pubblico, i Malarazza 100% Terrone con, tra le altre, l’amatissima “Tu ti lamenti” e, in conclusione, Dario Costa e Gianluca Montagna con i loro dj set.

Si è conclusa così, tra balli scatenati e tanto divertimento, una serata che è stata soprattutto, ancora una volta, un regalo alla città di Messina e ai suoi abitanti.

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