Meglio un “piccolo uomo in un grande laghetto” che tanti “grandi in un piccolo oceano”

laghetto-da-giardinoIo non so quanto sarà pagato all’Ars Alfio Barbagallo, deputato che ha preso il posto di Gino Ioppolo, eletto sindaco di Caltagirone, so che mi auguro che la somma sia adeguata al suo impegno all’Assemblea Regionale Siciliana e non al suo parlare. Insomma, spero che quel “piccolo uomo in un grande laghetto” lavori per la Sicilia più di quelli che non sbagliano un verbo, fanno un discorso di senso compiuto e si sentono “grandi uomini in un piccolo oceano”.

Così non fosse, proporrei che, come per l’accesso ad ogni professione ‘straordinariamente’ retribuita ( tanto, ‘fare politica’, ormai, è lavoro e non passione) i candidati fossero sottoposti a test che valutino l’effettiva preparazione. Sia chiaro che i test dovranno essere ad evidenza pubblica, all’insegna della trasparenza, e la commissione dovrà essere di provata e rassicurante onestà, perchè l’inciucio è dietro l’angolo in Italia. In Sicilia, poi, lo abbiamo anche a fianco.

Soltanto così potremo non sentirci, da siciliani, ma anche da italiani ( Barbagallo ha avuto ‘maestri’ eccellenti dell’arte oratoria nel resto del paese) ‘cornuti e bastonati’. In pratica: pagare profumatamente un deputato regionale che, oltre a fare il nulla, faccia sprofondare la grammatica italiana e le frasi di senso compiuto nelle più abissali profondità di un ‘grande laghetto’ sarebbe davvero troppo.

Ma, ripeto, non sia il non corretto uso della parola e dei tempi verbali a rendere il 41enne Alfio Barbagallo, apparentemente inviso alla scuola dell’obbligo ma evidentemente apprezzato per altre doti ( ci sarà un motivo se era il primo dei ‘non eletti’ in lista Musumeci) sgradito come nostro deputato all’Ars.

Mostri, Barbagallo, ai siciliani che è pronto a dare il meglio di sè, come politico e uomo. Nonostante la vita lo abbia duramente provato, come lui stesso ha raccontato nel suo discorso d’insediamento all’Assemblea Regionale: “Io vengo di malasanità- ha detto ( ma senza rancore) – tanti anni fa mi è rimasto un ago addosso e ce l’ho, non siamo qua in Tribunale, è un passaggio che già è stato fatto, queste cose le sentivo nei film e allora mi sento in un posto che potremmo fare del bene per dare tanta attenzione agli altri”.

Barbagallo è componente della Commissione Sanità: l’uomo giusto al posto giusto. L’uomo entusiasta che con estremo  candore, da neo-deputato, ha così commentato il suo ingresso all’Ars: ” Ho avuto l’onore di essere assieme a tutti voi di dare un saluto a tutto lo staff, tra grandi e piccoli, di questa grande reggia regionale che mi onoro di esserci, era il mio sogno”.  Nessuno lo svegli.

Patrizia Vita

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