Le primarie, Maria di Nazareth, due euro e la società civile messinese

Primarie Pd 8 dicembreI Renziani della prima ora festeggiano come fossero al Bernabeu nel luglio ’82. Quelli della seconda non commentano ma ridacchiano come Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo contro l’innocuo Enrico Beruschi. Quelli di Cuperlo staranno litigando a chi ne ha presi meno, quelli di Civati speranzosi nonostante il flop. Noi scriviamo e ci poniamo una domanda: come analizzare il voto della società civile messinese alle primarie che hanno eletto segretario nazionale Pd il sindaco della Leopolda? Al voto non sono andati ma potevano farlo i non iscritti; pagando 2 euro (rinunciare a un caffè e a un quotidiano, si può fare anche in tempi di crisi) potevano cambiare corso – così si dice – a una politica “vecchia” e autoreferenziale. La risposta è che non si può analizzare. La società civile messinese ha mancato l’appuntamento con il voto negli otto seggi del capoluogo e tra i settantanove della provincia. Lei non si è presentata tra le 8 e le 20 davanti a chi chiedeva la tessera elettorale, il documento d’identità e due euro. Ha fatto altro tra la Santa Messa del mattino, le partite nel pomeriggio e una passeggiata poco più tardi prima di rientrare a casa per vedere Inter-Parma o il film in due puntate della Vergine Maria o Fazio che parlava pure di primarie.

Il dato definitivo provinciale dell’affluenza calcola 16.044 elettori. Se ragioniamo sui non iscritti c’è da chiedersi perché siano stati allestiti gli uffici quando potevano essere utilizzate le sedi dei circoli. Se parliamo degli iscritti c’è da stupirsi: c’è una maggioranza bulgara di centrosinistra in Consiglio comunale, i piddini sono la maggioranza della maggioranza, e Felice Calabrò, anche lui Pd, che con una vittoria al Tar sfilerebbe il posto all’attuale sindaco e non un piccolo seggio in un consiglio di Quartiere. E dunque non parliamo di un partito qualunque senza rappresentanti o senza speranze.

Se sfogliamo il libro dei ricordi alle regionali di un anno fa Franco Rinaldi strappò 18.664 preferenze (avevano votato per lui più di quelli che hanno votato ieri per tre e fu primo eletto in Sicilia per numero di voti) Pippo Laccoto 8.933, Filippo Panarello 5.182, tanto per citare chi siede all’Ars e non gli altri della lista Pd. E tutti e tre avevano i loro candidati alla segreteria nazionale. E in quelle elezioni appena uno su due tra i votanti messinesi andò a sostenere pure il Pd. In queste primarie 2013 siamo praticamente al vicino di casa che ti segue al seggio e al quale regalare un forte abbraccio per il sostegno e definirlo merce rara. E’ vero che i Genovesiani sono rimasti a casa prima e dopo il voto per Renzi senza prendere parte all’organizzazione. E’ altrettanto vero che Panarello, nell’ottobre 2012, aveva preso più voti da solo rispetto al sostegno dato dal suo gruppo a Gianni Cuperlo (3.405). In città i numeri sono peggiori: Renzi ha raggranellato 1.985 voti, Cuperlo 774 e Civati 740. Possibile che sia tutto frutto dei telefoni spenti di via I Settembre? Io non ci credo. In queste primarie è mancata la società civile. Hanno votato pochi iscritti e quelli che avevano un motivo valido per votare gli iscritti candidati a delegati ma di Renzi, Cuperlo e Civati chi se ne frega. Ed è questo quello che dovrebbe inquietare. Colpa dei due euro? Della crisi economica? Delle inchieste penali che hanno coinvolto a Messina esponenti del Pd di primo e secondo piano? Colpa di una distribuzione dei seggi troppo dispersiva? Di una politica che non dà più risposte? Di una comunicazione poco incisiva? Le motivazioni sono tante e mettete voi quella che vi pare ma il risultato messinese di ieri ha visto famiglie, movimenti e associazioni che nelle stanze della politica non trascorrono neppure poche ore la domenica fare altro mentre altri, pochissimi, riflettevano sul sindaco di Firenze nuovo segretario del Pd, sulla sconfitta della Sinistra del Pd, sui dati di Civati nel Nord-Italia.

Alle ultime elezioni comunali su 243.262 abitanti gli aventi diritto al voto erano stati 201.739. Non stanno tutti con Genovese o con il centrodestra altrimenti Accorinti continuerebbe a insegnare alla Enzo Drago Educazione Fisica ai suoi ragazzi. L’attuale sindaco, tanto per rinfrescare la memoria, prese 19.540 al primo turno e quasi 48mila al ballottaggio. Più interessante considerare il voto del piddino Felice Calabrò: 40.870 al primo turno, 43.017 al secondo turno. Alle primarie del 2009 avevano votato in provincia in 34.886 e di questi 12.514 nel solo capoluogo. La media delle primarie 2012 e delle parlamentarie si avvicina più ai 30mila che ai 20mila.

Alla fine Renzi ha vinto (i numeri sono numeri) ma non ditelo alla società civile messinese che non lo sa o non lo vuol sapere. O fa finta di leggere e commentare di politica perché ha altro a cui pensare. Salvo lamentarsi che il governo nazionale non fa questo e quello e che aumenta solo le tasse.

@Acaffo  

(35)

Categorie

Editoriale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *