Il 17 luglio, quattro indizi e un Sistema politico in sala rianimazione

UrneIl diciassette luglio 2013 non sarà una data da dimenticare. E’ da segnare in calendario accanto all’elezione del sindaco “scalzo” Accorinti, al commissariamento della Provincia e alle dimissioni da primo cittadino di Giuseppe Buzzanca. Quattro fatti circoscritti in meno di dodici mesi e che stanno cambiando il corso della politica locale. Molto rapidamente. Il quinto potrebbe portare il nome dissesto. E’ veloce il “crollo” di un intero Sistema che tra Palazzo dei Leoni e Palazzo Zanca ha governato molto, parecchio, con tanto di eletti tra Palermo e Roma, di patronati, tessere, voti, cooperative, Formazione professionale e inchieste.

Le letture da bar urlano ogni tipo di accusa popolare accanto a quelle giudiziarie della procura accolte dal gip. Ma l’arresto delle mogli di Buzzanca e Genovese è anche l’arresto politico di una strada che ininterrotta governava Messina dagli anni Novanta. I primi avvisi erano stati il rifiuto di Buzzanca a continuare l’ultimo anno da sindaco per tornare all’Ars, la decisione di Rosario Crocetta che chiudeva alla politica le porte delle Province e la scelta di votare il nuovo Accorinti contro il “vecchio” Felice Calabrò che seppur giovane all’anagrafe per molti rappresentava l’asse di raccordo con via I Settembre. Adesso l'”esplosione” dell’inchiesta sulla Formazione professionale. Quattro indizi che cominciano a diventare una gigantesca prova sullo stato di salute delle forze politiche “tradizionali”. Quattro punti cardinali per chi sogna un’altra politica. Da un lato c’era Buzzanca: due volte presidente della Provincia, due volte sindaco, una volta deputato regionale. Dall’altro c’è Genovese: una volta deputato regionale, una volta assessore provinciale, due volte deputato nazionale, una volta sindaco. Con tutte le interruzioni del caso, per entrambi. Se Buzzanca, dalle dimissioni di agosto, ha praticamente “fallito” il suo “mantenimento” in politica (i risultati elettorali di Gianfranco Scoglio sono anche figli di questa matrice) per Genovese, oltre allo scandalo giudiziario, ci sarà da affrontare un possibile terremoto politico. Gruppi minoritari del Pd ne chiedono la “testa” insieme a quella del cognato Franco Rinaldi. E rispetto all’assemblea provinciale anche il segretario regionale Giuseppe Lupo che è pure reggente provinciale parla sui giornali di “cambiamento” e di nuove nomine per Messina. Dopo l’inchiesta. Genovese dal salone di Cristo Re aveva annunciato che il suo impegno nel Pd, se dovrà fermarsi, si trasformerà in supporto per altri. Ma le cose sembrano mutare in fretta. Ci sono 20mila voti “blindati” che hanno permesso le elezioni di Rinaldi e Genovese, ci sono altre migliaia di elettori, soprattutto giovani, che credono ancora nel Pd e non sanno più a chi guardare, c’è uno “sbandamento” in una parte dell’elettorato di centrodestra. C’è metà città che non vota. C’è un ricorso elettorale in corso e in questo momento non osiamo immaginare con quali risvolti popolari. Ma c’è soprattutto un sistema politico che da 15 anni vedeva Buzzanca e Genovese in contrapposizione su vari fronti oggi unito nei dolori giudiziari e che oggi se non “crollato” è come un moribondo in sala rianimazione. Un sistema trasformato in un pozzo da dove molti sono andati ad attingere negli anni; chi per bisogno, chi per convenienza, chi per arricchirsi, chi per farsi nominare o eleggere, con “salti” da un lato all’altro secondo le sfide elettorali del momento. Al Comune una parte dell’eredità politica è nelle mani del Movimento, ancora “liquido”, Cambiamo Messina dal Basso. Un’altra in quelle di esponenti del Pd che vorrebbero vedere un nuovo partito. E un’altra ancora in quelle del centrodestra che si è “liberato” di Buzzanca già da tempo e sta “ricostruendo”. Udc, Megafono e Democratici riformisti devono, gioco forza, stare a vedere. Buzzanca aveva annunciato di non volersi più candidare. Genovese e Rinaldi restano deputati ma con un futuro, anche a breve scadenza, molto incerto. C’è Accorinti a governare, un Pd in cerca di una stella polare, un Pdl in bassa fortuna e metà città che al ballottaggio ha scelto l’astensione. E c’è un Sistema politico tramortito. @Acaffo

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