“Cambiamo l’ufficio stampa dal basso”. La comunicazione all’epoca di Accorinti

palazzo zancaCambiamo Messina dal Basso, il movimento che sostiene il sindaco Renato Accorinti, un cambiamento lo ha effettivamente fatto, almeno in termini di comunicazione. La comunicazione, infatti, non l’ha solo cambiata dal basso, l’ha capovolta.

Soltanto manifestazioni, inaugurazioni di eventi, progetti culturali, i temi più battuti dall’ufficio stampa del Comune di Messina, oggi, nel D.A.(dopo Accorinti). Otto, dieci comunicati al giorno (a volte anche meno), qualche nota tecnica, cambiamenti di viabilità, ma poco su quello che è il motivo di esistenza stesso di un Ufficio Stampa istituzionale: la comunicazione tra il Palazzo e la gente, tra chi amministra e il cittadino.

Verrebbe il dubbio che l’Amministrazione abbia poco da dire, ma eventi degni di nota negli ultimi mesi si sono verificati. Come lo abbiamo scoperto? Con “l’altro” ufficio stampa, che ha soppiantato quello istituzionale. Un canale non ufficiale, un canale parziale, ma che funziona: la pagina Facebook di CMdB.

Comunicazione sì, dunque, ma non per tutti.

Il cittadino, per avere notizie di importanza collettiva, deve potersi rivolgere a fonti ufficiali: il sito del Comune. Se,invece, è cittadino con attiva “vita social”, navighi sulla pagina Facebook di Palazzo Zanca. Esperienza vuole, però, che non risultino adeguati al servizio nè l’uno nè l’altro.

Qualche mese fa, in pieno periodo di “allerta meteo”, uno degli allarmi per la popolazione, “allerta rosso, scuole chiuse”, non ha potuto, per motivi tecnici, seguire i normali canali di diffusione. Il sito del Comune offline, nessun avviso alla popolazione, genitori e insegnanti, ansiosi di avere notizie sull’eventuale chiusura delle scuole, erano in febbricitante attesa di ‘sapere’. Ma, sistema in tilt e, per sopperire a questa mancanza, l’Amministrazione comunale decide di ricorrere ai social. E lo fa utilizzando la pagina Facebook del movimento che sostiene il primo cittadino. Quindi, l’allerta è passato solo a quella fetta di messinesi che hanno deciso di ricevere gli aggiornamenti dalla pagina di CMdB. Gli altri? Lo hanno saputo dagli amici, dai parenti, o da quei consiglieri che hanno attivato un “passaparola virtuale” sui social.

Certo, ci sarebbe da dire che esiste anche una pagina Facebook del Comune di Messina, anche se non può sostituire un ufficio stampa, ma è inattiva dal maggio del 2014. Un anno senza un messaggio, un post, una scadenza, un avviso. Un anno di silenzio.

L’Amministrazione fa, tutti lavorano, “Stiamo costruendo” – dicono -, ma non si ha contezza di cosa e come si stia costruendo. Non si ha, quanto meno, attraverso i canali ufficiali.

Si continua a pubblicare poco delle attività di Giunta: le date dei consigli comunali e poche delibere. Pochissime interrogazioni e, soprattutto, nessuna risposta.

Certo, sarebbe facile attribuire colpa di inefficienza all’Ufficio Stampa del Comune. Facile e sbagliato. Secondo indiscrezioni, infatti, sarebbe stato ridotto parecchio il personale interno all’importante ufficio, parecchie le unità in meno, e questo avviene a danno della comunicazione Palazzo-città.

I soldi, poi, questi maledetti, oltre la carenza di personale, avrebbero ulteriormente gravato sul già arduo lavoro dell’ufficio stampa. Pare infatti che, sull’altare del ‘Risparmio’, al Comune abbiano sacrificato, per qualche mese, i giornali necessari per fare la rassegna stampa. Tutte carenze, queste, attenuate dal Capo Ufficio Stampa del Comune, Sergio Colosi, che generosamente ha minimizzato i problemi, sostenendo che tutto va bene.

Non va bene, invece, non va proprio bene. Un ufficio stampa non deve rendere conto solo agli organi di informazione ma, e soprattutto, ai cittadini.

E che tutto funzioni come deve è compito degli amministratori, è compito del Sindaco.

Un Sindaco che comunica sì, ma per principi e dogmi. Forse, dopo tanta spiritualità, il messinese vorrebbe anche un po’ di pragmaticità. Va bene la cultura, va bene l’ambiente ma, se Salvatore, lavoratore a progetto 36enne, padre di 3 bambini, 600 euro netti al mese,  deve pagare l’asilo nido comunale, forse, sarebbe il caso di farglielo sapere in tempo. Magari prima che paghi la Tares.

Un Sindaco, Accorinti, che da comunicatore di massa qual era pare essere “andato in massa”. Inspiegabile, infatti, che appena insediatosi abbia tolto i tornelli per aprire le porte del Palazzo, abbattere la barriera cittadino-governo politico – e in effetti adesso è facile per tutti accedere al Municipio (forse anche troppo)- e poi perdere di vista il fine ultimo di quell’ingresso libero: parlare con gli amministratori – specie con LUI. Inutile bussare alla sua porta: non aprirà nessuno.

Mimma Aliberti

 

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