Dissesto Città Metropolitana di Messina. Labormetro non ci sta: «A rischio 64 milioni di euro»

Foto frontale del Palazzo della Provincia di Messina, oggi Città MetropolitanaCittà Metropolitana di Messina. Il bilancio 2016 è in attivo di oltre un milione e mezzo di euro ma questo, positivo, risultato non sembra abbastanza per scongiurare il pericolo del dissesto.

Secondo l’attuale Commissario Straordinario dell’ex-Provincia Filippo Romano, infatti, non esistono i presupposti per procedere con una gestione normale dell’Ente soprattuto a causa dei prelievi forzosi dello Stato sulle casse della Città Metropolitana di Messina che, per il 2017, raggiungeranno i 25 milioni di euro.

Di tutt’altro avviso Michele Bisignano, coordinatore di LaborMetro, il quale ritiene che proprio la presenza di un bilancio positivo dovrebbe far ricredere sul destino della Città Metropolitana e ritiene sia necessario vagliare ulteriori strade.

Foto di Michele Bisignano«Il conto consuntivo in positivo – dichiara Bisignano – fa venire meno uno dei presupposti richiesti dalla normativa vigente per la dichiarazione di dissesto finanziario di un Ente locale. Nonostante ciò si continua a prospettare tale ipotesi devastante per il futuro della Città Metropolitana di Messina, giustificandola con il prelievo forzoso da parte dello Stato che impedirebbe la possibilità di predisporre un bilancio di previsione equilibrato per l’anno in corso».

La perplessità, espressa nella nota di LaborMetro, nasce dalla considerazione che anche Palermo e Catania, entrambe città metropolitane e oggi Liberi Consorzi, subiscono un prelievo forzoso di entità maggiore ma non per questo stanno valutando l’ipotesi di dichiarare il dissesto.

«Allora – continua Bisignano – viene naturale chiedere perché quello che è stato definito “dissesto di Stato” vuole essere dichiarato solo a Messina, mentre a Palermo e Catania il Sindaco Orlando ed il Sindaco Bianco, pur essendo in condizioni più difficili rispetto agli interventi dello Stato e pur in presenza di debiti pregressi non pensano minimamente di ricorrere a tale misura? Ma ci si rende conto che con il dissesto si perderanno i 64 milioni di euro sui 334 complessivi per interventi inseriti nel Masterplan, riguardanti non i Comuni ma la Città Metropolitana, e quindi ascrivibili ai bilanci dell’Ente di Palazzo dei Leoni?».

Alle valutazioni economiche relative la perdita di possibili investimenti si aggiunge la l’ombra di vedere l’Ente Città Metropolitana nuovamente commissariato.

«Qualcuno – si chiede il coordinatore di LaborMetro – ha pensato che, in base alle modifiche apportate alla legge sulla elezione degli organi della Città Metropolitana, è possibile la prossima decadenza dell’attuale Sindaco della Città Metropolitana e di chi svolge le funzioni del Consiglio Metropolitano, sostituiti da due Commissari Regionali? Commissari a cui nel caso di dissesto andrebbero ad aggiungersi altri tre Commissari facenti parte dell’Organo Straordinario di liquidazione che dovrebbero rilevare una massa passiva che non esiste. Avremmo così, nel solco della lunga stagione che ha caratterizzato la nostra realtà, ben cinque Commissari. […] Per evitare tutto ciò bisogna attuare determinazioni che portino ad una proroga dei tempi di approvazione dei bilanci di previsione e l’utilizzo degli interventi finanziari assegnati dal Governo Nazionale alla Regione Siciliana per il funzionamento degli Enti di Area Vasta. E questo è compito della politica e di chi la rappresenta».

Necessario quindi un intervento deciso per dirimere la questione e capire quale sia la strada più saggia da perseguire per non perdere investimenti regionali e nazionali.

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