Teatro. “Vento da Sud-Est”: Pasolini al tempo dell’immigrazione

Vento-da-Sud-EstDa giorni degli stranieri, ospiti indesiderati, bussano inspiegabilmente alla porta dell’agiata e tranquilla famiglia Banks. Il padre, George (Luca D’Arrigo), proibisce severamente alla moglie Winifred (Patrizia Ajello) e ai figli Pietro (Giuliano Romeo) e Odetta (Claudia Laganà) di far entrare chi li sta costantemente disturbando.

Vento da Sud-Est, con la regia di Angelo Campolo e la drammaturgia dello stesso Campolo con Simone Corso, è liberamente tratto da Teorema di Pier Paolo Pasolini, di cui quest’anno ricorre il 40° anniversario della sua scomparsa, e trasforma l’aitante ospite che sconvolge le sorti della famiglia borghese italiana nel racconto di cinque ospiti africani che pungolano la famiglia nella sua coscienza, aprendo un dibattito su ciò che attanaglia maggiormente il nostro tempo, ovvero il fenomeno dell’immigrazione. Gotta Juan, Dembele Ousmane, Dawara Moussa Yaya, Camara Mohammud giocano sul palcoscenico, alternando più lingue, suoni ed espressioni.

Loro sono gli “altri”, i “diversi”, i “poveri africani”. Contro qualsiasi forma di retorica o pietismo, i giovanissimi migranti cercano Pasolini, lo chiamano, lo invocano per mostrargli che la sua profezia si è avverata e che la nostra esistenza si connota come un deserto infinito, arida e misera nella sua constatazione. Raccontano il loro “viaggio” oltre la guerra, la fame, la disperazione; tra le onde, rischiando di affondare tra le braccia della morte. Sono “destinati a morire” e la loro presenza scuote incredibilmente George, quando cerca di difendersi da “false accuse di razzismo”. Come corvi che tutto divorano o bambini che non badano a regole per giocare con un pallone, gli ospiti scompigliano le coscienze di ogni componente della famiglia Banks. Dal dogmatismo religioso di Winifred, all’ambigua sessualità di Odetta; dal finto talento di Pietro alla dipendenza farmacologica di George, gli ospiti entrano ed escono dalla scena, appaiono e rivolgono la trama, come fa l’unico ospite femminile, nei panni di un’insolita Mary Poppins (Glory Aigbedion), che con il suo sorriso e la sua dolcezza infonde una nuova luce nell’anima della famiglia.

Ad osservare e ad analizzare i dati di questa storia, due testimoni pasoliniani (Antonio Vitarelli e Michele Falica), che come estranei ai fatti interrogano, scrutano, investigano e danno la loro dimostrazione dei fatti: un teorema, dal finale sorprendente mosso da un vento di cambiamento.
Vento da Sud-Est è il primo spettacolo della trilogia in scena alla Sala Laudamo dallo scorso venerdì 6 novembre. E’ prodotto da Daf – Teatro dell’Esatta Fantasia di Giuseppe Ministeri, in collaborazione con il Teatro Vittorio Emanuele.

(83)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *