Il nuovo conservatorio Corelli: «Combattiamo il degrado attraverso l’arte»

Foto di un concerto del Conservatorio A. CorelliSarà un autunno ricco di novità quello del Conservatorio A. Corelli di Messina, che dalla sua nuova sede di viale Motta dà il via a una serie di appuntamenti di rilievo anche internazionale. A presentare il programma dei prossimi mesi, il giovane presidente Giuseppe Ministeri.

Ed è tutta un’altra musica, in effetti, quella che si sente per il corridoio dell’Istituto, passeggiando e curiosando tra i 6000 metri quadrati della nuova sede. Spazi ampi e luminosi accolgono studenti e docenti e la musica – forse le prove per un concerto o una lezione – filtra, piano, attraverso le porte delle aule. Ma l’arte ti assale, sorprendendoti piacevolmente, già all’ingresso dell’edificio, condiviso dal Conservatorio e dall’Istituto Quasimodo: le mura del parcheggio, infatti, sono ricoperte di murales artistici.

Foto di musicisti che suonano nei locali del Conservatorio A. Corelli di Messina«La cosa bella di questa nuova sede sono gli spazi – ha spiegato con entusiasmo il presidente Ministeri. Prima c’era un muro bruttissimo, ­in stato di evidente abbandono, lo abbiamo sistemato e abbiamo incaricato gli studenti, sia del Conservatorio che del Quasimodo, di valorizzarlo. L’idea è di combattere il degrado attraverso l’arte». L’opera, intitolata “Presidio di Arte Urbana” verrà presentata nel mese di ottobre. In programma, sempre nell’ambito del rinnovamento dei locali, c’è anche l’inaugurazione della biblioteca, che avverrà tra novembre e dicembre.

Sul piano delle collaborazioni istituzionali le novità sono tante. «Insieme al nuovo direttore dell’INPS di Messina, Marcello Mastrojeni – ha affermato Ministeri – si è deciso di intraprendere una serie di iniziative culturali, portando la musica nei luoghi della burocrazia».

L’idea è quella di trasformare, per qualche ora, un posto che si è soliti attraversare con scarsa attenzione e solo per questioni burocratiche in qualcosa di diverso. Valorizzare gli spazi di un palazzo importante della città, organizzando qualche concerto al suo interno.

In cantiere, poi, un protocollo d’intesa con il Comune di Barcellona P.G., importante centro della provincia messinese, da cui provengono, tra l’altro, molti degli studenti e dei docenti del Conservatorio. Dopo il successo del concerto di Natale dello scorso anno, si vuole andare oltre eventi sporadici per creare una sinergia produttiva e continuativa tra le due realtà.

Su uno spazio ancora più ampio si colloca, inoltre, l’adesione alla Rete musicale siciliana: progetto ideato dall’Orchestra Sinfonica Siciliana, che verrà presentato lunedì 25 settembre a Palermo, e vede coinvolti tutti licei musicali e i conservatori dell’isola.

Foto di due musicisti del Conservatorio A. Corelli di MessinaUna forte spinta è stata data, nell’ultimo anno, anche al piano delle collaborazioni e degli scambi internazionali. Sul fronte Erasmus si sono fatti grandi progressi. Si è arrivati, infatti, a portare all’estero dieci studenti dell’Istituto, numero che non era mai stato raggiunto fino a questo momento. Molti degli studenti Erasmus in uscita si trovano attualmente in Belgio, a Bruxelles e Namur, dove i rappresentanti dell’Istituto si recheranno per visitare le istituzioni ospitanti e partecipare a una serie di incontri con i colleghi belgi. A ottobre, il Conservatorio dovrebbe inoltre ospitare, per la prima volta, uno studente cinese.

Nei prossimi mesi, l’Istituto Corelli parteciperà, tra le altre cose, a diversi incontri internazionali. A novembre sarà a Zagabria per il Congresso dell’Associazione Europea dei Conservatori, che comprende tutte le istituzioni musicali europee, e in India, dove, nell’ambito di un progetto del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e del Ministero degli Esteri, una delegazione presenterà i programmi e le iniziative dell’Istituto per attrarre a sé sia studenti che investitori stranieri.

«Non si può più pensare solo a livello locale o nazionale – conclude Giuseppe Ministeri – nel contesto attuale lo sguardo deve andare oltre, abbracciando un orizzonte più ampio».

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