Mostra di icone russe. Alla Biblioteca dei Frati Cappuccini fino al 22 marzo

iconeInaugurata il 10 marzo, alla Biblioteca Provinciale dei Frati Cappuccini di Messina, la mostra “Icone del XX e XXI secolo – La Scuola Russa”.

Alla presenza del Console della Federazione Russa a Palermo, Mikhail Kolombet, del Sindaco della Città dello Stretto, Renato Accorinti, e di un folto pubblico, i promotori dell’evento (l’Associazione Culturale “Messina-Russia” in collaborazione con “Intervolumina”e la Biblioteca stessa), e i relatori hanno illustrato il contenuto e il senso profondo delle opere in esposizione.

La professoressa Alexandra Voitenko ha fatto un breve excursus storico dell’arrivo dell’arte iconografica in Russia all’alba del secondo Millennio; Cristina Busiri Vici Jatta, decana delle iconografe romane e di origini russe, ha tracciato un vivo ritratto dell’autore delle icone in mostra, l’iconografa Lia Galdiolo, mettendone in evidenza la maestria e l’unicità del tratto che rendono le sue opere di rara e ricercata bellezza, intrise dello spirito del vero iconografo. La stessa Lia Galdiolo, presente all’evento, ha sottolineato il suo ruolo di semplice “pennello” strumento nelle mani del vero Autore di ogni icona, lo Spirito Santo.

 La mostra proseguirà fino a domenica 22 marzo e sarà visitabile ogni giorno, incluso sabato e domenica.

Sono previsti anche due incontri con l’iconografa Lia Galdiolo: martedì 17 e giovedì 19 Marzo alle ore 17.30, dal titolo rispettivamente “Dieci domande sull’icona” e “L’icona della SS. Trinità di Andrej Rubliov”.

La mostra si compone di quaranta icone “scritte” negli ultimi decenni, tutte sui modelli della scuola russa. A partire da quella di Novgorod all’alba del secondo millennio fino a quella di Andrej Rubliov agli inizi del XIV secolo, e oltre, ripercorrendo il solco di una tradizione che ha prodotto innumerevoli capolavori dello Spirito divenuti punti di riferimento insostituibili per l’arte degli iconografi di tutto il mondo. Denominatore comune di tutte le icone in esposizione è l’unico pennello che le ha dato vita. Si tratta di un’italiana di origini padovane, dalla fine degli anni novanta residente in Sicilia, Lia Galdiolo, formatasi ai modelli russi grazie alla direzione di padre Egon Sendler, già docente di Arte Sacra di Meudon a Parigi e a Don Sante Babolin, docente di Estetica alla Gregoriana di Roma.

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