“Libero, anzi no, disoccupato”: la storia di un giornalista precario

Libero, anzi no, disoccupato2Perde il lavoro e l’amore ma trova l’amicizia: è questa la sintesi estrema di “Libero, anzi no, disoccupato”, il primo romanzo del giornalista messinese Fabio Bonasera.

L’opera si presenta come la parabola discendente della storia di un giornalista precario originario di Messina ed “emigrato” in Veneto.

Qui Ricky, all’anagrafe Alighiero Riccardo, si ritrova a combattere la disoccupazione e la perdita dell’amore della donna amata e di un lavoro. Un’inchiesta di troppo e la sua vita sembra tutta in salita.

“Libero, anzi no, disoccupato”, edito da Ferrari Editore, è stato presentato ieri mattina al Palacultura nell’ambito del “Booking, Festival delle espressioni letterarie”. A conversare con l’autore Fabio Bonasera, spingendolo a svelare aneddoti e particolari del romanzo, è stata la giornalista Marika Micalizzi. La presentazione è stata curata dalla giornalista e attrice Loredana Bruno.

Il romanzo è un intreccio di corruzione, precariato, emigrazione e invidia professionale ma alla base ha la storia di un’amicizia. Non è un romanzo autobiografico, come precisa lo stesso autore, ma si “ispira” liberamente, a fatti realmente  accaduti. Il tutto tradotto in maniera tragi-comica, con scorci al limite dell’esilarante.

Il libro di Bonasera è stato, nel 2013, finalista della sezione inediti al Premio letterario nazionale “Circe”.

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