Dal Conservatorio “Corelli” ai dischi con Venditti e Mannarino: ecco la storia del messinese Giovanni Risitano

Giovanni RisitanoL’amore incondizionato per la chitarra, i duri anni del Conservatorio e tanta, tantissima voglia di suonare. Una ricetta vincente che ha permesso al messinese Giovanni Risitano di affermarsi nel mondo della musica. Prima le esibizioni nei locali della riviera durante l’estate, poi il sogno che si avvera con le collaborazioni fianco a fianco ad artisti del calibro di Antonello Venditti e Alessandro Mannarino.  Un risultato incredibile se si pensa che tutto è nato quasi per gioco.

“Ho preso in mano il primo strumento a 8 anni – racconta Risitano -, volevo imitare mio padre che già da tempo suonava la fisarmonica e il sax. Quindi ho iniziato con il violino che però poco dopo ho messo da parte preferendo le partite a pallone con i miei coetanei”. Ma la passione è rimasta, doveva solo sbocciare definitivamente. “E’ successo tutto per caso. Mi trovavo in vacanza a Mortelle, mio cugino mi ha prestato una chitarra, l’ho presa e ho accennato un semplice giro di Do. Non l’ho più lasciata”.

Con la musica era vero amore e Giovanni Risitano lo ha capito subito. “Durante l’adolescenza non pensavo ad altro che a suonare, la chitarra era la mia fidanzata. Ho iniziato a prendere lezioni private con i maestri Renato Villari e Salvatore Barbera e a 15 anni, nel 1994,  mi sono iscritto al Conservatorio “Corelli”. In quel periodo non avevo vita sociale, alternavo gli studi musicali a quelli scolastici, nei week-end i miei amici uscivano, io invece restavo a casa con la chitarra in mano“. Poco dopo,  la prima esperienza con una band che si dilettava a realizzare cover di musica blues. “Gli altri componenti, tutti adulti, mi chiamavano ‘u picciriddu’. Ero poco più che bambino, ma suonavo già da grande. In quegli anni ho avuto il piacere di conoscere Pinuccio Salpietro, batterista dei Gens. Poco dopo ho iniziato ad esibirmi in pubblico nel duo ‘Jone e David‘. Suonavamo in formazione pianobar nei locali estivi della riviera, proponendo un repertorio vasto. Ben presto il nostro gruppo ha riscosso un successo inatteso, diventando popolare sia a Messina che in provincia, comprese le Isole Eolie”.

Il primo salto di qualità arriva con la Etno Band messinese “Velut Luna”, nata nel 2002 da un’idea dei musicisti Salvo Nigro e Peppe Arena. “Con i Velut Luna – spiega Risitano –  ho lavorato molto in studio, arrangiando tantissimi brani che inviavamo poi a vari produttori. E grazie a una demo in particolare, catturiamo l’attenzione di Gaetano Ria, il fonico di Antonello Venditti. Ria fa ascoltare i nostri pezzi al cantautore romano che rimane entusiasta. Nasce quindi un progetto di 11 canzoni e alla fine Venditti decide di produrre un nostro brano dal titolo Vint’anni“.

E’ il 2009 e la carriera di Giovanni Risitano svolta improvvisamente, gli passa davanti quel famoso treno che devi essere bravo a non farti scappare. “Ho deciso di giocarmi tutte le possibilità cercando fortuna a Roma insieme al collega Peppe Arena con la speranza di riallacciare i contatti con Antonello Venditti. Passano le settimane, ma non succede nulla, fino a quando ci contatta il produttore Alessandro Colombini proponendoci di collaborare al nuovo album che Venditti stava iniziando a preparare. Senza neanche accorgermene, mi sono ritrovato accanto ad Antonello, ho lavorato per mesi insieme a lui in uno studio di registrazione pazzesco. Ricordo di aver impiegato diverso tempo per realizzare costa stava accadendo”.

Risitano sa bene che deve giocarsi bene tutte le carte a sua disposizione. “Ho dato il massimo, impegnandomi anche a migliorare le mie conoscenze per poter svolgere il ruolo di programmatore dopo aver arrangiato i brani. Un giorno mi sono presentato in studio e ho detto a Venditti di avere un’intuizione grandiosa, un’idea di suono che avrebbe senz’altro apprezzato. E da qui è nata Unica, la canzone che ha dato il titolo all’album del 2011, contiene un mio arrangiamento preso dal provino originale. Venditti è rimasto talmente impressionato da scrivere il testo della canzone in venti minuti. E’ stata la soddisfazione più bella e mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di suonarla dal vivo, ma ciò purtroppo non è stato possibile. Ricordo però l’emozione che ho provato quando ho sentito Unica al Palalottomatica di Roma durante la prima data del tour”.11988540_10205870130650210_525441778638277747_n

Ma l’emozione del live è arrivata poco dopo. “Terminata la collaborazione con Venditti – racconta Risitano – ho iniziato a suonare con Mannarino sia in studio che in tournée. Ho fatto parte della band negli album Supersantos e Al monte, esibendomi nei teatri di tutta Italia e al Circo Massimo. Per un musicista suonare dal vivo è la cosa più bella che ci possa essere, si provano sensazioni incredibili che è difficile spiegare”.

Per Risitano tutto questo ha però avuto un prezzo: dover abbandonare la propria terra. “Ultimamente ho lasciato Roma per Milano dove lavoro con Max Zoara, leader dei Binario. Cerco di tornare a Messina tutte le volte che posso, chiaramente mi manca la mia città e tutti i miei parenti. Sono andato via per inseguire il mio sogno e ho raggiunto risultati che qualche anno fa non avrei neanche immaginato, ma non mi sento comunque appagato. Non voglio diventare famoso, solo continuare a vivere grazie a questo mestiere con passione e dedizione. D’altronde posso dire a voce alta che la musica salva la vita“.

Andrea Castorina

 

 

(1612)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *