C’era una volta Messina: la storia di piazza Cairoli – FOTO

«In primo piano – spiega Franz Riccobono – i tavoli e le sedie del Ritrovo Irrera (1) con sullo sfondo l’edificio eclettico del Credito Italiano e dell’attiguo (a sinistra) Albergo Peloro, cui dopo la traversa fa seguito il monumentale complesso del Collegio dei Gesuiti costruito su disegno dell’architetto Antonio Zanca in stile arabo-normanno. La costruzione, che occupava l’intero isolato venne demolita, compresa la Chiesa intitolata a Santa Maria la Scala, per dare spazio all’attuale edificio commerciale.

L’angolo del Ritrovo Irrera, visto da est, con la caratteristica palazzina S. Marco in stile moresco lungo l’asse di via XXVII luglio, all’incrocio con il viale San Martino. Sullo sfondo, la collina di Montepiselli. Lato monte, a destra di via XXVII luglio, l’edificio eclettico già sede del noto Albergo Venezia demolito negli anni ’60. Durante i lavori di scavo a circa 4 metri dall’attuale piano stradale furono rinvenuti numerosi reperti riferibili all’insediamento greco di Messina tra il VI ed il II secolo avanti Cristo.

La piazza vista da nord-ovest (2) con la caratteristica vegetazione oggi ipertrofizzata tanto da farne una sorta di bosco. In primo piano il pittoresco chiosco di un distributore di carburanti, con sulla destra in forma circolare l’accesso mimetizzato ai bagni pubblici, servizio quanto mai utile nel centro cittadino. Sullo sfondo si riconosce uno dei vari chioschi per limonate e bibite varie che caratterizzavano la piazza di cui ne rimane ancor oggi uno al margine con via XXVII luglio.

Isolato sul lato monte di piazza Cairoli. In primo piano (3), con il carrettino tirato da un asino, la prosecuzione della via che all’inizio attraversava la piazza e che successivamente venne chiusa per realizzare un unico spazio pedonale. Questo fabbricato aveva superato brillantemente la prova del terremoto del 1908 ma fu ribassato di due piani per l’adeguamento alla nuova normativa antisismica. Verrà abbattuto nel secondo dopoguerra.

foto del capolinea del tram di piazza cairoliCon la chiusura al traffico ed il passaggio dei binari del tram la piazza viene sconvolta in quello che era il suo ruolo di snodo tra la parte antica e la parte nuova della città ed attende una migliore destinazione, magari recuperando elementi lapidei di monumenti antichi oggi accatastati nella parte retrostante del MuMe che dimostrerebbero ai messinesi ed ai turisti che la moderna Messina è erede di una città antica e monumentale, ahimè, in gran parte cancellata dalle onde sismiche del 1908 e da una ricostruzione “modernista”, ma che ancor oggi può mostrare taluni aspetti del ricco patrimonio artistico recuperato tra le macerie e oggi, purtroppo, impropriamente negletto».

(Foto dell’archivio di Franz Riccobono e Giangabriele Fiorentino)

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