Teatro V. E. Dopo “Frankenstein junior”, probabilmente, il silenzio

teatro vittorio emanuele messina«Si può fare» recita il dottor Frankenstein junior (Gene Wilder), nell’omonimo film del 1974 diretto da Mel Brooks, colto dall’illuminazione quando capisce che è possibile rianimare la materia inanimata… e ci riesce andando incontro a varie peripezie. Frankestein junior, che ha modificato il suo cognome in Frankenstin per distinguersi dal nonno con il quale non condivide le idee in campo medico, arriva fino in fondo; non si può dire lo stesso per gli spettacoli in cartellone del teatro Vittorio Emanuele. Ieri la notizia, diramata attraverso un comunicato del CdA dell’Ente Teatro, che annuncia il rinvio  a data da destinarsi dello spettacolo “1952 a Danilo Dolci”, in programma alla Sala Laudamo dal 3 al 5 maggio, che avrebbe dovuto chiudere il cartellone “Paradosso sull’Autore”. Dopo il musical  “Frakenstein Junior”, in scena dal 2 al 5 Maggio, il sipario calerà pesantemente e in anticipo sul palco del Vittorio Emanuele. E come il dottor Frankenstein, o che dir si voglia Frankenstin, il teatro di Messina ha affrontato mille peripezie ma non ce l’ha fatta “a rianimare la materia inanimata”. I tagli regionali, i problemi con la dirigenza, le vertenze dei lavoratori precari non hanno trovato quella “formula magica” che, con un incastro perfetto, avrebbe permesso al Teatro di ripartire nel pieno delle proprie possibilità. Dunque la stagione è andata avanti, claudicante, tirata quasi per i capelli fra tante incertezze. Il futuro rimane un’incognita: avvolti in una densa foschia tutti gli altri spettacoli previsti originariamente dal programma. Su di essi nessuna certezza. Solo dopo l’approvazione del bilancio della Regione Siciliana il CdA  potrà decidere se esiste o meno la possibilità di continuare. E la cultura fatica a farsi strada nella nostra città. Nell’attesa di risposte e di conoscere il futuro del teatro, godiamoci quello che sarà, molto probabilmente, l’ultimo assaggio della stagione, il musical “Frankenstein Junior”, indugiando nell’attesa, speranzosi, che quella formuletta magica, riposta in qualche angolo dimenticato, prima o poi salterà fuori e ci consentirà di rianimare quelli che sono i luoghi simbolo della cultura nella nostra città.

Giusy Gerace

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