Vuole “rifornire” il convivente di droga in carcere. Denunciata

polizia-penitenziaria_1_original-2Si era presentata in carcere per sostenere il colloquio con il convivente detenuto, ma addosso aveva alcuni grammi di eroina di hashish, abilmente celati con carta stagna e occultati in una tasca del gilet. L’incauto tentativo non è però sfuggito agli attenti controlli degli agenti Polizia Penitenziaria, che hanno sequestrato la sostanza stupefacente e denunciato la donna all’Autorità giudiziaria.

E’ accaduto nel pomeriggio di ieri, lunedì 12 ottobre, nel carcere di Messina e darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, commenta: “Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Messina, a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere”.

“Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subite, una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il Sert per chi è in trattamento, sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile”.

“Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale – conclude Donato Capece, segretario generale del Sappe -. Questo deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”.

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