Violenza sulle donne, ecco come Comune e associazioni aiutano le vittime

violenzadonne1Il primo campanello d’allarme lo ha lanciato la Questura di Messina  nel suo report di fine anno, riscontrando un aumento degli episodi di violenza nei confronti delle donne. Solo nel 2016, sono stati 14 i casi in città in cui la Polizia è dovuta intervenire per accertare un’avvenuta violenza, mentre nel 2015 gli episodi simili erano stati appena 9.

Il caso di Ylenia Bonavera è solo l’ultimo in ordine di tempo balzato agli occhi delle cronache cittadine e nazionali, ma tanti  altri episodi di violenza avvengono nel silenzio di chi li subisce. Il primo passo per venirne fuori è proprio creare la consapevolezza di essere delle vittime e quindi denunciare, sia alle forze dell’Ordine che alle associazioni anti-violenza che operano nel settore. In  caso d’intervento da parte della polizia o dei carabinieri, sono proprio questi ultimi ad avvertire il Dipartimento Servizi Sociali del Comune oppure le associazioni chiamate ad intervenire nei casi più delicati, anche  se la richiesta di aiuto può giungere direttamente dalla donna che si rivolge agli enti preposti senza che ci sia, almeno in un primo momento, una denuncia penale.

A questo punto, la donna, dall’ente assegnatario riceve tutto il supporto necessario grazie alla presenza di un pool di psicologi, psicoterapeuti ed avvocati, un’assistenza a 360 gradi che ha come unico obiettivo la sua tutela legale e medica. In qualche caso è necessario anche la decontestualizzazione della vittima, ovvero la donna, per evitare che possa subire ritorsioni, viene accolta nell’immobile gestito dall’associazione dove può riprendere la propria vita nel più totale anonimato.

Un settore molto delicato, quello a tutela delle donne vittime di violenza,  ma che a Messina è regolato da un protocollo d’intesa firmato, tra gli altri,  dal Dipartimento e dai centri anti-violenza, come il Cedav, il 22 luglio 2014, che regola le competenze e le modalità d’intervento.

L’assessore ai servizi sociali, Nina Santisi, spiega in che modo il Dipartimento del Comune interviene a supporto di chi subisce violenza: “Noi interveniamo se sollecitati dalle autorità o dalla società civile, ovvero quando riceviamo delle segnalazioni che avvengono direttamente nei nostri uffici – ha dichiarato – in città c’è un’ottima rete, ci sono tante associazioni che da tempo operano sul territorio e forniscono un grande supporto verso le vittime di violenza, garantendo anche la loro protezione accogliendole nei loro immobili. Non dobbiamo dimenticare che è stato firmato un protocollo d’intesa promosso dal Cedav, a cui hanno aderito anche la Questura di Messina e dalle strutture sanitarie, questo è stato un passo particolarmente importante. Attualmente il Comune dispone di diciannove assistenti sociali, di cui quattro a tempo determinato.  Purtroppo i casi di violenza si sviluppano all’interno delle mura domestiche in contesti sociali molto particolari, dove è ancora molto presente il concetto di disuguaglianza tra i sessi”.

Chi da quasi trent’anni è in prima linea per contrastare i casi di violenza sulle donne è proprio il Cedav guidato da Carmen Currò, che anche nel 2016 è dovuto intervenire garantendo il proprio aiuto e supporto a diverse donne: “Noi, solo lo scorso anno abbiamo preso in custodia circa trenta cas -dice Carmen Currò-  questo vuol dire che le nostre operatrici le hanno seguite passo dopo passo sia per quanto riguarda il profilo psicologico sia sotto quello sociale, senza dimenticare i consigli legali che noi forniamo a tutte quelle vittime che ci vengono segnalate o che richiedono il nostro aiuto.  Di queste, circa otto ci hanno contattato attraverso il 1522, il numero nazionale anti-violenza di cui noi facciamo parte, ma altre donne si rivolgono a noi dopo aver letto il nostro materiale informativo che è presente nei presidi ospedalieri. Lo scorso anno in un incontro che si è tenuto nei locali della Prefettura di Messina è nata una rete integrata per tutti i servizi formata  dagli operatori che agiscono per contrastare la violenza di genere,  senza dimenticare il protocollo di cui fanno parte ben ventotto soggetti tra enti e associazioni. Noi interveniamo nei casi specifici di maltrattamento verso le donne, collaboriamo con il Comune e con i suoi assistenti sociali che ci segnalano i casi che vengono ritenuti particolarmente gravi”.

Antonio Macauda

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1 Commento

  • Rosariapirajno ha detto:

    Una delusione Totale!!!!!! Dopo aver telefonato mi viene detto di richiamare dopo le festività natalizie Richiamo dopo aver esposto il mio caso prima e dopo mi viene detto che non possono fare . Mi chiedo la vostra associazione che tanto vantare è per solo scopo di propaganda!!! Indignata ah dimenticavo hanno voluto il mio n.telefonico dicendo che mi avrebbero contattato …….

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