Truffe a Unione Europea e Agea: 4 arresti dei Carabinieri. Sequestrati 200mila euro

SCIPILLITI RobertoAMORE Giuseppe AttilioGUERRERA EnricoIeri, a Messina, Catania e Siracusa, i GIUDICE GraziaCarabinieri del Nucleo Investigativo di Messina e della Stazione di Roccalumera, coadiuvati da personale del Nucleo Operativo di Messina Sud, della Compagnia di Catania Piazza Dante e della Stazione di Lentini (Sr), hanno dato esecuzione a 4 misure cautelari personali ˗ 1 in carcere e 3 agli arresti domiciliari ˗ nei confronti di soggetti indagati, a vario titolo, per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa da privato in atti pubblici ed estorsione.

Le indagini, svolte tra l’aprile 2012 e il settembre 2014 dalla Stazione di Roccalumera in collaborazione con il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, hanno consentito di accertare ripetute truffe ai danni dell’Unione Europea e dell’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), avvenute tra il 2010 e il 2011.

A capo del disegno criminoso, Roberto Scipilliti, 53 anni di Roccalumera, il quale ha avvicinato e convinto 11 persone indigenti a consegnargli la copia dei propri documenti di identità e false attestazioni relative alla proprietà di terreni agricoli.

Scipilliti, grazie alla complicità di Giuseppe Attilio Amore, 53 anni,  e Grazia Giudice, 52 anni, impiegati al Centro Autorizzato Assistenza Agricola, rispettivamente di Catania e Lentini, avviava le pratiche per ottenere dall’Unione Europea l’erogazione dei contributi in favore dei richiedenti, che in realtà non ne avevano alcun titolo, in quanto non erano né titolari né conduttori di terreni adibiti a coltivazioni.

Ottenute le erogazioni, scattava l’estorsione perpetrata da Scipilliti nei confronti dei beneficiari che potevano trattenere solo una minima parte delle somme percepite. A detta degli inquirenti, le vittime dovevano consegnare il denaro sotto  minaccia di morte.

Stessa condotta è stata tenuta da Enrico Guerrera, 34 anni, messinese. Quest’ultimo, però, non praticava alcun tipo di estorsione ma concordava sin dall’inizio la ripartizione delle somme.

Al termine delle indagini svolte dal personale dell’Arma, il Gip Maria Teresa Arena, su richiesta Sostituto Procuratore, Antonio Carchietti, ha emesso le 4 misure cautelari: in carcere Scipilliti, agli arresti domiciliari per Amore, Giudice e Guerrera.

Sono andate avanti per tutto il giorno le operazioni condotte dal Nucleo Operativo di Messina Sud, volte all’individuazione dei conti e al sequestro di circa 200.000 euro, suddivisi tra gli arrestati e gli altri 11 soggetti coinvolti che hanno beneficiato, senza titolo, delle erogazioni dell’Agea e che sono stati denunciati in stato di libertà per i reati di truffa aggravata e di falsità ideologica commessa in atti pubblici.

(332)

Categorie

Cronaca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *