Tempi duri per i consiglieri comunali. La Finanziaria taglia e a Messina è ancora sequestro atti

municipioMentre la giunta regionale discuterà nel pomeriggio le norme contenute nella legge di stabilità, che prevedono tagli ai compensi dei consiglieri comunali, prepensionamenti di regionali e dipendenti di enti e partecipate con fuoriuscite in un quinquennio, equiparazione del trattamento di quiescenza a quello dei dipendenti dello Stato, a Messina la Procura prosegue l’opera di acquisizione atti, affidata agli uomini della Digos, nell’ambito dell’inchiesta scattata ieri sui gettoni di presenza ai consiglieri per le sedute consiliari.
Il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e il suo pool avranno da spulciare un gran numero di documenti acquisiti tutta la giornata di ieri e stamani a palazzo Zanca.Documenti relativi alla intera gestione Accorinti. Al momento non ci sono indagati, ma tutto lascia presagire che a breve ce ne saranno. Prima tappa procedurale sarà l’ascolto, come persone informate sui fatti, dei vari consiglieri. Sotto i riflettorei della magistratura, infatti, c’è il ” nodo della effettiva partecipazione” alla seduta, quella per la quale basta apporre una firma e andarsene che si ha diritto ai 56 euro di gettone di presenza.

Un diritto che la nuova Finanziaria sta riducendo all’osso.
“Per quanto riguarda i consiglieri comunali- ha detto il governatore Crocetta, “il compenso massimo previsto non potrà superare il 30% dell’indennità di un assessore e non, come qualcuno ha scritto, il 25% dell’indennità del sindaco perché sarebbe una cifra enorme”. “Fare il consigliere non è una professione ma una attività di servizio pubblico che si deve basare in gran parte sulla passione politica e i gettoni devono servire a coprire le spese sostenute per questa attività e non possono corrispondere agli emolumenti di un assessore che lavora a tempo pieno”.

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