Sono due i medici messinesi indagati nell’operazione “Do ut Des”: prescrizioni mediche “pericolose”

pilloleCresce il numero dei medici messinesi indagati nell’ambito delle inchieste delle Procure di Bologna e Busto Arsizio che ha portato alla luce le complicità tra medici ed informatori scientifici. Già ieri avevamo riportato la notizia che un nefrologo messinese risultava indagato. Oggi anche un pediatra. Due, uno del Policlinico e l’altro del Papardo, indagati nella operazione dei Nas di Bologna che avrebbe stabilito che, dietro il pagamento di laute mazzette, gioilelli, viaggi per l’intera famiglia del medico compiacente, cellulari e computer di ultima generazione, si nascondeva la costante prescrizione di farmaci che potevano arrecare danni alla salute. Persino a quella dei bambini, cui venivano prescritti ormoni della crescita in sovradosaggio. L’indagine coordinata dalle Procure di Bologna e Busto Arsizio, condotta dai Nas in varie città italiane, avrebbe accertato che i due professionisti della sanità messinese, con un collega di Napoli, avrebbero ricevuto 18 mila euro, “quale corrispettivo dell’insediamento in terapia del Binocrit di 40 nuovi pazienti”: la somma sarebbe stata utilizzata per pubblicazioni ed un congresso scientifico svoltosi a Messina nel 2009.
L’indagine sulle prescrizioni in sovradosaggio degli ormoni coinvolge, in tutto, nel territorio nazionale, 67 medici, 40 nosocomi e 12 informatori scientifici. In Sicilia, oltre i due messinesi, vi sarebbe anche un endocrinologo degli Ospedali riuniti “Villa Sofia-Cervello” di Palermo.

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