SEQUESTRATO IMPIANTO DEPURAZIONE DI CAPO D’ORLANDO

5 spurgo sottomarino copiaSequestrato dalla Polizia l’impianto di depurazione di Capo d’Orlando. Il provvedimento, emesso dal Gip di Patti, e’ il frutto di una indagine che ha accertato numerosi reati ambientali. Una prima ricognizione via mare avrebbe accertato la presenza di una condotta sottomarina in resina collegata all’impianto di depurazione e poggiata sul fondo, il cui sbocco era situato ad una distanza dalla battigia di 433 metri e ad una profondita’ di 9 metri. La macchia di liquame, generata dal gettito di reflui, si era estesa sulla superficie per circa 140 metri. Il successivo sopralluogo all’esterno dell’impianto di localita’ Zappulla ha evidenziato la presenza di diversi cumuli di rifiuti prodotti dal processo di depurazione, in regime di deposito temporaneo, all’interno delle vasche di essiccazione o nel piazzale circostante. Gli esiti delle analisi hanno confermato il superamento di tutti i parametri previsti. Scoperto, infine, un sofisticato meccanismo di smaltimento illecito di rifiuti che ha fatto si’ che si utilizzassero 235 tonnellate di fanghi da depurazione prodotti dall’impianto di Capo d’Orlando, classificabili come rifiuti speciali, per la produzione di fertilizzante biologico utilizzato in agricoltura. Una pratica, con gravissimi rischi per la salute e l’ambiente, ideata per evadere l’ecotassa. L’operazione ha inoltre permesso di ottenere un risparmio sui costi di conferimento, in quanto i costi di smaltimento in discarica sono minori rispetto agli impianti di recupero.

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