Operazione Tekno, al CAS 59 indagati per un giro d’affari di oltre 1 milione di euro

operazione tekno 1Operazione Tekno, si chiude la terza tornata dell’indagine sugli incentivi progettuali “gonfiati” del Cas (Consorzio autostrade siciliane) tra il 2012 e il 2013. Truffa e falso, queste le accuse, a cui si aggiunge, in base agli ultimi risvolti, il peculato aggravato. Un giro d’affari di oltre 1 milione di euro, in cui sarebbero coinvolte 59 persone, tra dirigenti, funzionari e alcuni dipendenti.

L’inchiesta, portata avanti dalla Dia di Catania e di Messina, aveva già portato alla sospensione dalle funzioni di sei dirigenti, voluta dal gip nell’aprile 2017. A chiudere le indagini preliminari, avviate nel 2014, due magistrati: il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e il sostituto Stefania La Rosa. Le cifre percepite indebitamente per i due anni oggetto d’indagine sarebbero state di 547.989 euro per il 2012 e di 841.186 euro per il 2013.

Inoltre, stando alla nuova informativa della Dia di Catania e di Messina, firmata dal capo-centro della Dia di Catania, Renato Pavino, ai reati contestati si aggiungerebbe quello di “Omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale”, previsto dall’articolo 361 c.p., che vedrebbe coinvolto l’ex Commissario straordinario del Cas, l’avvocato Nino Gazzara, di cui attualmente è vicepresidente. Agli atti una telefonata, ritenuta incriminante, tra l’avvocato e un dipendente del Consorzio.

Il procedimento giudiziario dovrebbe prendere il via nel gennaio 2018 nell’aula della Corte d’assise, oppure, nell’aula bunker del carcere di Gazzi, nel caso in cui i due tronconi dell’indagine venissero riuniti. Il collegio difensivo sarà costituito dagli avvocati: Franco Pustorino, Nino Favazzo, Bonny Candido, Walter Militi, Gianluca Gullotta, Giovanni Mannuccia, Marcello Siracusano, Adriana La Manna, Eugenio Passalacqua, Antonio Buongiorno, Mario Intellisano, Paola Pirri, Annalisa Imbesi, Giovanni Calamoneri, Francesco La Valle, Piero Giannetto, Enrico Ricevuto, Pietro Pollicino, Teresa Gangemi, Emilio Fragale, Silvia Giorndano, Ettore Cappuccio, Tommaso Autru Ryolo, Giovambattista Di Blasi, Giusy Abate, Francesca Biliardo di Catania, Vincenzo Alaimo di Termini Imerese, Carmelo Scillia, Ugo Colonna, Roberto Russino, Antonio Pillera di Vatania, Stefano Giordano di Palermo, Salvatore Grande e Lauretta Finiero di Siracusa, Giovanni Schinea di Catania.

I 59 indagati sono: Cigno Carmelo, Indaimo Carmelo, Frisone Letterio, Lanteri Antonio, Liddino Antonio, Magnisi Stefano, Magro Corrado, Puccia Angelo, Sceusa Gaspare, Schepisi Alfonso Edoardo, Sidoti Anna, Spitaleri Antonino Francesco, Arnao Giovanni, Arrigo Baldassare, Bernava Agostino, Bongiorno Francesca, Branca Amedeo, Campanino Orazia, Cannatella Antonino, Carbone Anna Maria, Cicero Lucia, Ciraolo Baldassarre, Crisafulli Costantino, Currò Paolo, D’Amico Santo, D’Arrigo Antonino, De Domenico Santa, Finocchiaro Amedeo, Giaimo Giovanni, Giardina Francesco, Giordano Giacomo, Irrera Vincenzo, La Corte Antonino, Lania Giovanni Nicola, Lanzafame Giuseppe, Lo Nostro Maria, Lo Turco Mario, Maddocco Ernesto, Mamazza Antonino, Martorana Serafina, Mifa Clorinda, Offerente Alberto, Perone Domenico, Pintaudi Carmelo, Potenzone Giuseppe, Restifa Maria, Rizzo Francesco, Rotondo Giuseppe, Scorza Filadelfio, Sottile Angelo, Urso Pietro Antonino, Uscenti Giovanni, Vinci Barbara, Zampogna Walter, Zumbino Salvatore Paolo, Rinauro Paolo, Calderone Mariano Giuseppe, Gazzara Antonino.

 

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