Operazione Filera: i furti avvenivano con la complicità di “interni” alle case. I ladri sapevano dove e quando colpire

nunnari giovanniveltri luigiL’operazione Filera, della Squadra Mobile di Messina, porta in carcere 7 persovillari giuseppene, altre 7 agli arresti domiciliari, accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata ai furti nelle abitazioni. Filera come la tecnica utilizzata per compiere i furti. La filera è una piastra metallica che i ladri avvitano alle porte delle casseforti, la pressione provoca l’apertura della porta. Un metodo semplice e pratico che non impone l’uso della fiamma ossidrica. I 14 furti, che un’indagine avviata dalla sezione Volanti nell’agosto 2012  attribuisce all’organizzazione, sono stati effettuati tutti con la pratica della filera. Per gli investigatori è evidente l’esistenza di basisti che facilitavano l’individuazione della abitazioni da colpire. Non è casuale, infatti, né che i ladri  sapessero il nascondiglio delle casseforti, né che i furti avvenissero sempre in coincidenza delle partenze dei proprietari.

L’organizzazione era suddivisa in due gruppi che comunicavano tra loro con linguaggio criptico, ma gli investigatori, tramite intercettazioni telefoniche ed ambientali, sono riusciti a decodificare le loro discussioni e stabilire ruoli e mansioni dei componenti.

Hanno  compreso che andare a “pescare” o a “mangiare il  melone dalla zia” erano indicazioni chiare circa il luogo e le vittime che i malviventi erano pronti a derubare.

Il primo furto risale al 7 agosto del 2012, quando due del gruppo fallirono il colpo e tentarono la fuga. In quell’occasione uno dei due, Giovanni Privitera, fu bloccato ed arrestato.

Seguirono, da agosto al novembre  2012, 13 furti in abitazione, uno presso la casa di cura Cristo Re, ed il pertinente punto ristoro.

Cinque gli arresti in flagranza nel corso delle indagini, due in ottobre, tre in novembre.

Nel corso dell’operazione, numerosi arnesi atti allo scasso sono stati sequestrati nelle abitazioni degli arrestati.  A comporre i due gruppi- a detta della polizia- erano:

  Giuseppe Villari, 34 anni; i fratelli Giacomo e Giuseppe Nunnari, 35 e 25 anni; Luigi Veltri, 32 anni. Sono i quattro che apparterrebbero al primo gruppo. Per loro il gip Daniela urbani ha disposto il carcere. E  in carcere sono stati rinchiusi anche  i componenti del secondo gruppo: Giuseppe Arena, 38 anni;  Pietro Ruggeri, 54 anni; Tindaro Milazzo, 29 anni.

Tutti i 7  in carcere sono accusati del reato associativo.

Arresti domiciliari per: Alberto Alleruzzo, 33 anni; Giovanni Farinella, 29 anni; Ivan Zoccoli, 42 anni; Salvatore Arena, 41 anni; Antonino Allìa, 24 anni; Giuseppe Arena, 39 anni.

Per loro l’accusa non ipotizza il reato associativo.

Sono 17 nel totale gli indagati, ma 14 sono state le misure cautelari, richieste dal sostituto procuratore Antonio Carchietti, accolte dal gip Urbani.

 

Nelle foto: Giovanni Nunnari, Luigi Veltri, Giuseppe Villari

   

 

 

 

 

 

 

 

 

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