Nessun guadagno da rapina da 3 milioni a Torino: uccisi i complici. Due messinesi arrestati

carabinieri beddaDue omicidi di serie, avvenuti a Torino, a seguito di serrate indagini dei carabinieri, hanno movente ed autori: il frutto di una rapina non consegnato ai capi, e due siciliani residenti a Volpiano (To). Si tratta di Antonino Giambò, 45 anni e Carmelo Conti, 38 anni,entrambi di Barcellona. Sono stati arrestati nell’ambito di una retata antidroga che a Torino ha portato in carcere altre 11 persone.
Il cadavere di Pietro Tevere, sardo, fu rinvenuto il 6 gennaio 2012 nel bagagliaio della sua auto, nei pressi della caserma dell’Arma di Torino. Cosimo Damiano Vasile, palermitano, fu ucciso esattamente un anno meno un giorno dopo, il 5 gennaio 2013, mentre usciva da un pizzeria, sotto gli occhi della fidanzata. I carabinieri del nucleo investigativo di Torino avviarono indagini, scoprirono che alla base di quelle esecuzioni c’era un rapina, avvenuta il 22 settembre 2011, nel Canavese. Quel giorno un tir carico di tondini fu assaltato da un commando di rapinatori, che intercettarono il veicolo costringendolo a fermarsi, utilizzando un’auto camuffata da pattuglia dei vigili urbani. Il frutto di quella rapina, però, non fu mai consegnato ad Antonino Giambò, che per i carabinieri sarebbe stata la mente del colpo.
Si trattava di ben 3 milioni di euro, tanto pare valesse quel carico di tondini. Parte di quel carico fu recuperato un mese dopo, ma di 150 mila pezzi non si seppe più nulla: erano già stati rivenduti, senza che nulla entrasse nelle tasche del Capo.
Giambò- secondo gli investigatori dell’Arma- a questo punto si scatena contro i complici, Tevere e Vasile, che si erano occupati di ricettare i tondini. Tevere- scaturisce dalle indagini- viene assassinato durante un trasferimento di droga dalla Sardegna a Torinom, effettuato con Antonino Giambò. Pare che questi, durante il trasporto di un chilo di cocaina e hashish, abbia finto che il carico sia andato distrutto nell’incendio di un camion. Giambò- sempre a detta dei carabinieri – uccide il complice ( Tevere) e tiene tutta per sè la droga. Risolvendo, così, due questioni: si veendica della vicenda dei tondini e recupera il mancato guadagno con cocaina e hashish. La sua vendetta trova sfogo ancora un anno dopo anche nei confronti dell’altro partecipante alla rapina al camion,il palermitano Vasile, del quale, peraltro, sospettava fosse stato un “confidente” dei carabinieri e rivelato dove recuperare il carico di tondini. Carmelo Conti, l’altro barcellonese arrestato, sarebbe stato suo complice.

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