Murales contro D’Amico e Adamo. Politica solidale

scritte3Un gesto che fa riflettere e suscita una certa irritazione. Irritazione perché Messina sembra non riuscire più ad uscire dalla spirale di degrado nella quale è caduta. A deturparla ci pensano anche coloro che denunciano quell’incuria che la sta divorando.

Nottetempo, sui muri di alcuni edifici della città sono apparse delle scritte esteticamente brutte e gratuitamente ingiuriose. Non parliamo di  muri di edifici qualunque – cosa che non giustificherebbe comunque il gesto – ma di luoghi storici e rappresentativi della nostra città.

Nascondendosi dietro la cortina dell’anonimato, con un’unica azione vile, ignoti hanno imbrattato alcuni immobili liberty, la Dogana e il Palazzo dell’Arcivescovado. Un solo gesto, una duplice colpa: quella di aver deturpato costruzioni storiche e quella di aver offeso, riparati dall’ombra, un giornalista e un consigliere, Lucio D’Amico e Piero Adamo, rivolgendo loro slogan denigratori.

Sui muri dei già citati palazzi, infatti, si leggono frasi di questo tenore: «Abusivo è chi comanda»; «Libertà per Sergio e Irene»; «Adamo infame»; «D’Amico merda». Parole che scaturiscono dalla recente vicenda dello sgombero della tenda che campeggiava nell’aiuola che divide l’Università e il Tribunale. Chi ha compiuto tale azione, protetto dall’ “oscurità”, non ha certo dimostrato il “coraggio” di voler esprimere alla luce del sole i propri pensieri, scegliendo invece la via più breve e meno decorosa.scritte2

A questo proposito, i consiglieri Francesco Palano Quero e Alessandro Russo hanno inviato una nota a sostegno di D’Amico e Adamo e per stigmatizzare un gesto – quello degli imbrattatori – che, senza mezzi termini, definiscono «idiota».

«Nell’apprendere delle ingiuriose scritte apparse su alcuni muri cittadini rivolte nei confronti del
giornalista Lucio D’Amico e del consigliere comunale Piero Adamo – scrivono Palano Quero e Russo – intendiamo esprimere loro la più ferma condanna del gesto idiota e privo di senso ed anche la nostra personale vicinanza e solidarietà».

«Amministrare la cosa pubblica e dare quotidiana notizia di ciò che avviene nella comunità – proseguono – sono le espressioni più significative della democrazia e, pur nella dialettica che deve esserci tra le varie idee di politica, mai e senza alcuna giustificazione deve essere consentito ad alcuno di travalicare il rispetto personale, la dignità umana e professionale ovvero giungendo a proposizioni minatorie della stessa incolumità fisica degli altri individui che di tale espressione democratica – nei rispettivi ruoli – sono espressione».scritte 4

«La nostra Città – evidenziano – necessita di dialogo e di confronto civile di idee per uscire dal difficile momento storico-amministrativo in cui versa e non saranno le minacce, gli insulti codardi e anonimi sui muri né le grida in piazza a far superare il momento difficile che Messina sta vivendo. Mai la violenza, mai la viltà di chi si nasconde dietro simili gesti saranno accettati e tollerati, come neppure potranno esserlo gli oltraggi e le offese alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Municipale che lavorano a presidio dei diritti di democrazia».

E concludono: «A D’Amico e Adamo esprimiamo il nostro invito a continuare nel loro impegno a favore di questa città».

Anche Msi Fiamma Tricolore si indigna di fronte a quanto accaduto: «Le vili imprese, l’anarchia da troppo tempo vigente, nella nostra città, le aggressioni al Corpo dei Vigili Urbani, gli sfregi alle auto dei giorni precedenti – scrive in un comunicato Salvatore Piconese –, dovrebbero farci aprire gli occhi, e combattere coesi, una battaglia fatta innanzitutto da Democrazia, e senso civile di rispetto per il prossimo, e per le cariche politiche».

«Il Msi Messina – si legge ancora – esprime sdegno e solidarietà al giovane consigliere comunale Piero Adamo, per quanto appreso. Inoltre, ci rendiamo disponibili per rimuovere le infami scritte ingiuriose, nonché stupide, che recano offesa e danno solo a chi non ha il coraggio di combattere ogni giorno per le proprie idee, senza bisogno di nascondersi attraverso strumentalizzazioni becere».

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