Morte del 15enne Salvatore D’Agostino: indagate due persone

Foto del luogo in cui il quindicenne Salvatore D'agostino è rimasto folgorat - GaggiGaggi. Sotto inchiesta la Presidente e il Project Manager di Gemmo Spa, azienda veneta nel settore dell’impiantistica elettrica, per la morte di Salvatore D’Agostino, il quindicenne di Gaggi che ha perso la vita nell’agosto 2016.

Il ragazzino è rimasto folgorato, mentre giocava a pallone nella piazza del suo paese, per aver urtato un faretto.

La Procura di Messina, dopo le richieste di aggiornamento sollecitate dai legali della famiglia, ha dichiarato di aver iscritto due nomi nel registro degli indagati: si tratta di figure di spicco dell’impresa che ha in gestione, per conto del Comune di Gaggi, il servizio di pubblica illuminazione. La Gemmo Spa è un gigante nel panorama dell’impiantistica elettrica che si occupa, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, della gestione pubblica dell’illuminazione in molte città siciliane. Un colosso che nel dicembre 2015 contava 664 addetti.

L’incidente è stato causato dalla tremenda scarica elettrica che ha colpito Salvatore mentre stava andando a recuperare il pallone: oltrepassando una siepe il giovane sarebbe entrato in contatto con il faretto che ne ha causato la prematura morte. I soccorsi e il trasporto all’ospedale di Taormina non sono serviti a nulla: Salvatore è morto dopo 18 giorni di coma.

La famiglia ha prontamente presentato un esposto alla Procura di Messina, fornendo tutti i documenti necessari per chiarire la dinamica dei fatti. Dopo numerosi solleciti da parte dei legali e l’intervento della stampa per sensibilizzare il Procuratore Capo di Messina, la Procura ha dichiarato di aver iscritto nel registro degli indagati la dott.ssa Susanna Gemmo e il Project Manager ing. Francesco Trimarchi, responsabile dell’ufficio Tecnico e Gare d’Appalto. Resta da chiarire se ci siano altre responsabilità da parte dei funzionari del Comune di Gaggi.

«Ora la speranza è che dopo oltre un anno di lunga ed estenuante attesa, la famiglia riceva finalmente una risposta dalla giustizia – commenta il Presidente di Studio 3A, dott. Ermes Trovò – che vengano individuati tutti i responsabili della morte di Salvatore e che vengano perseguiti: tragedie come questa non possono e non devono restare impunite, anche perché non abbiano a ripetersi mai più».

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