Messina, porto chiuso ai migranti dalle 24 del 18 maggio. Così lo Stato difende i ‘Potenti della Terra’. Mentre noi…

migranti controlli sanitariI capi di Stato vanno protetti ad ogni costo, anche se quel costo vuol dire sbattere ‘la porta in faccia ai migranti’. Per questo motivo, in vista del G7 che ospiterà i ‘grandi della Terra’ a Taormina, le Coste della Sicilia saranno vietate agli sbarchi per sette giorni. Nessuna barca si potrà avvicinare all’isola a partire dal 26 maggio 2017 e per una settimana. Ma pare che ufficiosamente già da ieri sia scattato il ‘coprifuoco’ al porto di Messina.

E’ la decisione del capo della Polizia, Franco Gabrielli, che si aggiunge alle già numerose attività di controllo del territorio, prevenzione e presenza di uomini a difesa e protezione dei capi di Stato che per alcuni giorni si ritroveranno tutti insieme nel territorio nostrano.

Circa 8mila uomini delle forze di Polizia saranno impegnati a tutela del summit siciliano, monitorando la situazione nel timore di attacchi reali e virtuali, come, ad esempio, possibili attacchi informatici da parte degli hacker, o che le manifestazioni dell’area antagonista degenerino in proteste violente. Senza dimenticare il più temibile tra i rischi: il terrorismo.

Ed è qui che scatta il NO agli sbarchi di profughi, tra i quali si potrebbe annidare il pericolo terrorismo. E allora, ecco cosa decide Gabrielli: porto di Messina chiuso ai migranti da mezzanotte del 18 maggio 2017 fino alle 24 del 28 maggio successivo; tutti gli altri porti della Sicilia, chiusi da mezzanotte del 22 maggio 2017  fino alle 24 del 28 maggio successivo”.

Ma qui scatta anche l’ovvia domanda: se il timore che i terroristi giungano in Italia su un barcone profughi è concreto, perchè mai il freno agli sbarchi sulle nostre coste deve essere attuato solo a difesa dei potenti?
La cronaca c’insegna che tutti gli attacchi terroristici hanno colpito la gente comune, in strada, nei locali, durante una festa popolare, mai le sedi di governo. Dunque, perchè attivare un sistema di controllo serrato, da intelligence, solo per capi di Stato e non generalizzare e rendere stabili nel tempo le misure di prevenzione?

Certo non andrebbero bloccati del tutto i porti italiani ai barconi, ma porre un limite agli sbarchi sì ( da gennaio ad oggi sono 50mila i migranti arrivati nel nostro paese), e nel contempo attivare un supercontrollo necessario alla sicurezza di tutti.

Perchè quello avviato in questi giorni alle frontiere terrestri, aeree, marittime non può durare solo sino a fine mese. Significherebbe supercosti per un supercontrollo? Ma l’affaire migranti rende, no?

Patrizia Vita

 

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