Messina. È morto l’operaio dei cantieri di servizio: donati fegato e reni

Foto dell'ospedale Policlinico di MessinaHa lottato per nove giorni ma, purtroppo, non ce l’ha fatta. Salvatore Caponata, l’operaio dei cantieri di servizio caduto da una scala mentre lavorava all’interno della scuola Cannizzaro-Galatti, è morto ieri al Policlinico di Messina.

Era ricoverato dal 10 ottobre nel reparto di Rianimazione ma le sue condizione sono sempre state gravissime. Dopo la sua morte, la famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi, compiendo un gesto di grandissimo altruismo.

Il dott. Giuseppe Laganga, Direttore generale dell’AOU Policlinico ha reso noto che «Ha avuto esito positivo la donazione degli organi effettuata nella notte tra sabato e domenica al Policlinico universitario “G. Martino” di Messina.

Sono stati prelevati fegato e reni, inviati immediatamente all’Ismett e all’ospedale Civico di Palermo per il trapianto. In particolare, il fegato è stato destinato a un paziente che aveva urgente bisogno dell’intervento».

«Si tratta – afferma il dott. Giuseppe Laganga – della prima donazione effettuata nel nuovo reparto di Rianimazione. Ci piace sottolineare, però, quello che è accaduto dallo scorso 1 ottobre, quando abbiamo inaugurato i locali, intitolandoli a Nicholas Green alla presenza dei suoi genitori. Da quel momento, sono state effettuate tre donazioni, anche se purtroppo, per problemi connessi con la valutazione di idoneità al trapianto e di stratificazione del rischio, è stato possibile eseguire solo quella della scorsa notte. Spero che si stia innescando un nuovo effetto Nicholas, così come avvenne 25 anni fa quando la vicenda del bambino americano toccò il cuore di tutti gli italiani, e non solo. Per questo non smetteremo mai di ringraziare la famiglia Green e tutti coloro che, come i parenti della persona scomparsa poche ore fa, ne seguono l’esempio».

«I congiunti della persona deceduta ieri notte – afferma il dott. Francesco Puliatti, coordinatore della Donazione e Trapianto d’Organi e Tessuti del Policlinico – hanno dimostrato un’incredibile forza d’animo. Pur di fronte a un evento così tragico, hanno trovato proprio nella donazione un conforto. A loro va tutta la nostra ammirazione, accresciuta dal fatto che almeno uno degli organi prelevati già nell’immediato potrà contribuire a salvare un’altra vita che era in imminente pericolo.

Mi preme, inoltre, sottolineare il grandissimo lavoro di tutto il personale del reparto Rianimazione, visto che il trasferimento nei nuovi locali è stato completato appena mercoledì scorso. Eppure, mai per un attimo medici e infermieri del reparto hanno fatto mancare il loro prezioso apporto: prezioso soprattutto perché costituito da un insieme di dedizione e grande professionalità».

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