Messina. Barricati dentro il centro accoglienza, migranti senza pocket money

Foto di repertorioMessina. Barricati dentro il Centro Sprar di Curcuraci, un gruppo di migranti ha messo a soqquadro tutto, spostando i mobili davanti ai cancelli e impedendo a due operatori di uscire.

Solo l’intervento dei carabinieri, intorno alle 17 di ieri 28 novembre, avrebbe riportato la calma. Alla base di tutto questo sembrerebbe esserci il mancato pagamento del pocket money – la diaria giornaliera ricevuta dai migranti ospitati nei centri di accoglienza – da oltre due mesi.

«Purtroppo molti migranti vagano per la città senza meta – scrive il consigliere di quartiere Alessandro Cacciotto – fuori controllo. Non c’è nessuna forma di integrazione e l’accoglienza resta un grosso punto interrogativo. Con i colleghi Gioveni e Carreri ho più volte rappresentato le preoccupazioni sulla ex caserma di Bisconte per la quale è in corso il nuovo bando per la gestione. Ritengo che sia necessario un cambio di passo nel l’accoglienza e sarebbe opportuno che il Sindaco, latitante sull’argomento, facesse sentire la sua voce».

Commenta la vicenda anche Elvira Amata, neoeletta all’ARS: «Disordini di questo genere sono preoccupanti e sempre correlati al disagio: sia quello che le ingenera che quello che determinano. Va da sé che è necessario comprendere se e quali diritti siano stati lesi in questo caso e individuare le responsabilità. E, una volta per tutte, sarebbe opportuno che chi di dovere iniziasse a seguire con attenzione le dinamiche della vita di questi centri, nell’interesse di chi vi è ospite, degli operatori che sono attivi al loro interno e dei cittadini che vivono nelle zone in cui i centri sono ubicati. Una circostanza quest’ultima, che non mi stancherò mai di bollare come assurda: si è imposta una convivenza sregolata spesso in zone che vivono già problematiche sensibili e si vedono trascurate, se non abbandonate, dalle istituzioni, senza porsi il problema di come questa coesistenza vada gestita con la cittadinanza locale, evitando che si verifichino situazioni di rivolta come quelle a cui nel nostro paese (e anche a Messina) abbiamo già assistito. E la memoria torna ai recenti fatti di Bisconte, non lo si dimentichi».

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