“La corruzione viaggia in autostrada”. Appalto truccato scoperto dalla Dia. L’accusa: “100mila euro e casa a nuovo per Dirigente Cas”

cas conferenza diaUn “volemose tanto bene” che  ha  fruttato parecchio a  funzionari del  Cas e imprenditori.  Almeno secondo quanto sostengo gli inquirenti.  Un’attività investigativa della Dia di Messina e Catania, è culminata stamane con 10 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ( 10 arresti domiciliari, 2 misure interdittive). Un’altra persona è indagata.  Le accuse, a vario titolo, sono: turbativa d’asta, corruzione, induzione indebita a dare e promettere utilità e istigazione alla corruzione.

Secondo gli investigatori,  gli indagati avrebbero messo in piedi una sorta di cartello affaristico che ruotava attorno a gare d’appalto indette dal Cas (Consorzio Autostrade Siciliano).  A detta dell’accusa alcune imprese partecipanti ai bandi si accordavano per stabilire le  offerte base e le percentuali di ribasso. L’appalto veniva aggiudicato in base alla media delle offerte. Chi se lo accaparrava, però,  come preventivamente concordato, spartiva i proventi della gara con le imprese escluse,  avvalendosi della loro manodopera e  dei loro mezzi.

Un caso, tra tutti, è al centro dell’inchiesta odierna: un appalto pubblico bandito dal Cas nel maggio 2013, per l’assegnazione dei lavori inerenti al servizio di sorveglianza  attrezzata per le tratte autostradali A18 e A20.  Sarebbe emerso dalle indagini che il dirigente del Cas, Letterio Frisone,  e gli imprenditori, Andrea Valentini,  Giacomo e Antonino Giordano, Francesco Duca, Giuseppe, Iacolino, Rosella Venuto e Antonio Chillè,  avrebbero stabilito l’intesa tra imprese per manipolare l’appalto. La gara se la aggiudicò la Eurotel di Iacolino che- sempre a detta dell’accusa-  ne spartì i proventi,  secondo quanto concordato precedentemente  con gli altri imprenditori.  Si trattava di una gara da 8 milioni di euro e, per gli inquirenti,  di questi,  100mila euro finirono nelle tasche del dirigente Cas, Letterio Frisone. E non solo soldi.  Pare che ad aumentare la sua “borsa” ci siano stati anche il lavori di ristrutturazione di una villa ad Acqualadroni di proprietà di Frisone.

“Al fine di conseguire altri appalti” si legge in un passo dell’ordinanza, sarebbero stati gli imprenditori  Duca e Venuto ad oliare l’uomo al vertice del Consorzio. L’ordinanza cita anche “le indebite pressioni esercitate da Frisone e da Duca nei confronti di Iacolino, titolare della ditta vincitrice dell’appalto.

L’altro funzionario indagato, Fialdelfio Scorza, è accusato di avere pressato il titolare dell’impresa aggiudicataria all’assunzione di personale segnalato.

Di istigazione alla corruzione è accusato Giacomo Giordano,  nei confronti di Marco Sbrenni, dirigente della “Aeroporti di Roma spa”. Secondo l’accusa, Giordano,  nella veste di preposto  alla gestione dell’appalto del servizio di pulizie svolto dalla Meridional service srl , presso l’aeroporto Leonardo da Vinci, aveva offerto a Sbrenni  buoni benzina per un importo di 550 euro, al fine di ottenere riduzioni sulle penali contrattualmente previste in caso di inadempienze. Offerta rifiutata da Sbrenni.

Di induzione indebita di assunzione  di personale è accusato Ettore Filippi Filippi, consigliere del CdA  della Fondazione I.R.C.C.S  del policlinico San Matteo di Pavia. Avrebbe costretto Giacomo Giordano ad assumere un romeno nella Meridional Service, che gestiva le pulizie al suddetto policlinico. In caso di rifiuto Filippi Filippi avrebbe minacciato ritardi nei pagamenti stabiliti dal  contratto. Il romeno fu assunto, l’impresa ottenne la liquidazione delle prestazioni rese.

L’indagine della Dia non si ferma qui. Le indagini proseguono, per far luce su eventuali carenze o inadeguatezze delle ditte che, nel tempo, si sono aggiudicate gare d’appalto relative alla messa in sicurezza e la manutenzione delle tratte autostradali. Ricordiamo il gran numero d’inchieste scaturite da incidenti mortali avvenuti sulle nostre autostrade, pare dovuti a carenze nelle manutenzione.

Oggi, le misure cautelari, firmate dal gip Maria Luisa Materia, richieste dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto procuratore Fabrizio Monaco, hanno raggiunto: Letterio Frisone, 71 anni, dirigente del Cas; Filadelfio Scorza, 55 anni, funzionario del Cas; e per gli imprenditori Giacomo e Antonino Giordano, 43 anni e 46 anni; Ettore Filippi Filippi, 64 anni; Francesco Duca, 46 anni, di Milazzo; Rossella venuto, 43 anni, di Milazzo; Giuseppe Iacolino, tutti agli arresti domiciliari. Sono, invece, due i destinatari di misura interdittiva dall’esercizio dell’attività per due mesi: Andrea Valentini, 54 anni; Antonio Chillè, 53 anni.

Patrizia Vita

 

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