Inchiesta Tirrenoambiente. Sequestri in casa dei 3 indagati: Bucolo, Crisafulli, Antonioli

Discarica-Mazzarrà-per ecoNuova tappa giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta su TirrenoAmbiente: la Guardia di Finanza-scrive Orlando su Gazzetta del Sud- sequestra denaro contante, preziosi, documenti e il computer personale al sindaco di Mazzarrà, Salvatore Bucolo. Bucolo è indagato insieme all’ex presidente della società di raccolta e smaltimento rifiuti della fascia tirrenica TirrenoAmbiente, Antonello Crisafulli, e all’ex amministratore delegato della stessa società, Giuseppe Antonioli. Le Fiamme Gialle hanno effettuato sequestri di documenti e di PC anche nelle loro abitazioni.

L’inchiesta, che lo scorso 3 novembre ha portato al sequestro e la chiusura della maxi discarica di Mazzarra’ Sant’Andrea, è nata lo scorso giugno da una relazione di una commissione regionale relativa alla regolarita’ di alcuni atti. Due gli aspetti emersi, da un lato reati di natura edilizia, dall’altro responsabilita’ di natura ambientale. Abuso edilizio e attivita’ di gestione di rifiuti non autorizzata furono le ipotesi di reato formulate dopo i controlli sulla mega struttura di contrada Zuppa, gestita dalla Tirrenoambiente Spa.

Antonioli è già indagato per corruzione in un’altra inchiesta sui rifiuti avviata dalla Procura di Palermo nel 2011. A detta dei suoi legali, l’AD di Tirrenoambiente avrebbe avuto un ruolo marginale nella vicenda oggetto d’indagine.
A suo carico si ipotizzerebbe una irregolarità nell’autorizzazione di un impianto di biogas, iter autorizzativo in realtà iniziato nel 2011 e terminato nel 2013 nel quale, peraltro, lo stesso Funzionario non avrebbe mai assunto un ruolo decisivo.

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