Gli nascondono che la sua classe va in gita scolastica perchè Down. Il caso finisce in Procura

DownQuando la scuola, preposta all’insegnamento, l’integrazione, e primo nucleo associativo per il bambino, emargina un alunno perchè down, è una scuola da poco, anzi, da niente. E’ una NON scuola. Ci piacerebbe conoscere il nome degli insegnanti, del preside di questo istituto cittadino che ad un bambino di 12 anni hanno nascosto l’organizzazione della gita. Ci piacerebbe sbattere in prima pagina gli “eroi” dell’inganno facile, quelli che a quel bambino, qualche giorno fa, giunto in aula come ogni giorno, magari felice di ritrovare i compagni, hanno fatto trovare i banchi vuoti. Lui ha chiesto al bidello dove fosse l’intera sua classe, e quello, ignaro, ha risposto: “In gita, a Siracusa”. I genitori del piccolo down hanno saputo, si sono rivolti ad Assoutenti, Associazione di tutela dei Consumatori e degli Utenti, ed è scattato un esposto in Procura ed al Ministero della Pubblica Istruzione.
“Si tratta di un comportamento – scrive Francesco Olivo, presidente di Assoutenti Messina – che oltre ad essere in contrasto con la normativa nazionale a tutela delle persone con disabilità ed alle linee guida ministeriali relative all’organizzazione delle gite da parte delle scuole, costituisce palese violazione della “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità” che all’art 30 impone di “garantire che i minori con disabilità possano partecipare, su base di uguaglianza con altri minori, alle attività ludiche, ricreative, agli svaghi ed allo sport, incluse le attività previste dal sistema scolastico”.
Un brutto caso di emarginazione e inganno, questo avvenuto in una scuola di Messina, del quale va anche evidenziato, oltre la crudeltà dell’azione, anche il cattivo insegnamento dato agli alunni, costretti, ovviamente, a nascondere al compagnetto la gita in programma e, dunque, divenire “complici” innocenti della riprovevole azione compiuta dai “maestri per caso”.

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