Fughe di notizie e rivelazioni di segreto d’ufficio al Tribunale. Sono 12 gli indagati. I nomi

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Sono 12, nel totale, gli indagati dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari 3 persone. Quella che avrebbe stabilito l’esistenza di canali privilegiati al palazzo di Giustizia di Messina per due investigatori privati. Omissione di atti d’ufficio, peculato, falsita’ ideologica, rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio, favoreggiamento, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, corruzione sono nel dettaglio le accuse contestate a vario titolo a tutti i dodici indagati. I due investigatori privati, Matteo Molonìa e Antonino Brigandì, ( per loro sono scattati i domiciliari), sprovvisti della licenza prefettizia, avrebbero sfruttato i loro rapporti di amicizia e di conoscenza con rappresentanti delle Forze dell’Ordine, ed in particolare- sostiene l’accusa- i rapporti di Molonia con l’ex finanziere Francesco Giusti ( anche per lui domiciliari). Cosi’ sarebbero riusciti ad ottenere informazioni riservate che utilizzavano per loro indagini. I due investigatori privati, come e’ emerso dagli accertamenti e da intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sarebbero fatti aiutare nelle indagini da poliziotti e carabinieri che in alcuni casi accedevano al sistema informativo Ced in uso alle forze di polizia ed ottenevano informazioni su numeri di targa di auto o conoscere i dati relativi all’intestatario di un mezzo. Altra figura e’ quella del finanziere in pensione al quale vengono contestate una serie di episodi, come quello che si sarebbe impossessato di parte di una partita di pesce sequestrata oppure la rivelazione di notizie coperte da segreto. L’inchiesta e’ iniziata nel 2012, dopo una segnalazione circa la presenza di munizioni in un’abitazione. Una storia complessa che ha portato i carabinieri ad allargare via via le indagini ad altre persone, portando alla luce diversi episodi.
Il gip Maria Luisa Materia, che ha emesso i provvedimenti cautelari, si riserva di decidere sulla richiesta di misura interdittiva avanzata nei confronti di Giovanni Duca, Antonio Scaletti ( carabiniere) e Augusto Sturiale ( funzionario di PG della Polizia. Indagati a piede libero sono: Damiano Murciano, Natale Lavinia, Giuseppina Scotto Diluzio, Gaetano Molino, Antonella Scalise, Maria Liguori.

 

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