Caso Fenapi. De Luca assolto per associazione a delinquere, a giudizio nel 2019 per evasione fiscale

Primo piano di Cateno De LucaMessina. Cateno De Luca è stato assolto dall’accusa di associazione a delinquere ma sarà chiamato a giudizio per evasione fiscale nel caso Fenapi. Prima udienza fissata per giugno 2019.

Questo l’esito dell’udienza preliminare, reso noto nel pomeriggio di ieri, dal giudice Simona Finocchiaro che, ritiratasi in camera di consiglio alle 13, poco prima delle 17 ha dichiarato l’assoluzione del sindaco De Luca dall’accusa di associazione a delinquere e lo ha rinviato a giudizio per evasione fiscale per un presunto giro di fatture false, del valore di circa un milione e 700mila euro, riconducibili al CAF Fenapi.

«Lasciate lavorare una persona onesta per ripulire i verminai messinesi», questo il commento a caldo del sindaco Cateno De Luca, che non era presente in aula durante l’udienza preliminare.

Nella mattinata di ieri la Suprema Corte di Cassazione aveva respinto il ricorso della Procura di Messina che chiedeva nuovamente gli arresti domiciliari per De Luca, misura cautelare alla quale  il deputato regionale era già stato sottoposto – non senza proteste – dall’8 al 20 novembre del 2017.

L’assoluzione dall’accusa di associazione a delinquere e il rinvio a giudizio per il caso Fenapi si estendono a tutti gli altri imputati del procedimento:

  • Carmelo Satta, ex sindaco di Alì arrestato – insieme a De Luca – nel novembre scorso;
  • Cristina Triolo, segretaria della Fenapi;
  • Floretana Triolo, membro del Consiglio direttivo di Fenapi;
  • Antonino Bartolotta, ex sindaco di Santa Teresa di Riva (1994-2003);
  • Giuseppe Ciatto, commercialista che cura le dichiarazioni fiscali di Fenapi;
  • Francesco Vito, responsabile dell’area fiscale di Fenapi;
  • Carmelina Cassaniti, rappresentante legale del Caf ed ex consigliera comunale di Santa Teresa di Riva (2012-2017);
  • Fabio Nicita, vicepresidente del Cda del Caf Fenapi.

Domenico Magistro, coinvolto come ex presidente del Collegio sindacale del Caf Fenapi (2013-2015), ha chiesto il rito abbreviato e sarà processato, separatamente, il prossimo ottobre.

Si profila quasi un anno di “tregua giudiziaria”, quindi, per il sindaco Cateno De Luca che, se a novembre scorso era stato prosciolto dalle accuse per il Sacco di Fiumedinisi (con 6 prescrizioni e due assoluzioni), da giugno 2019 dovrà affrontare questo nuovo processo per evasione fiscale.

Una situazione inammissibile per i legali del deputato regionale: «Le decisioni odierne (ricorso della Procura respinto dalla Cassazione, ndr) certificano la illiceità dell’arresto subito dal sindaco De Luca – dichiara l’avvocato Tommaso Micalizzi – infertogli dopo solo due giorni dalla elezione a deputato regionale ed oggi, dopo soltanto quindici giorni dalla elezione a Sindaco di Messina, lo si infanga inammissibilmente».

«Oggi stesso – prosegue il legale di Cateno De Luca – il Gup si è stranamente allineato alla decisione della Corte Suprema di Cassazione assolvendo De Luca e gli altri imputati, ma con sorprendente mancanza di rispetto del massimo organo giurisdizionale ha ritenuto che si debbano fare approfondimenti dibattimentali in ordine ai computi della spese sostenute per il personale in prestito e per il mantenimento delle sedi dal Caf Fenapi, senza alcuna ipotesi di distrazione di somme per fini personali da parte degli indagati, nonostante si tratti di questioni non più configurabili come reati in basa alla recente riforma fiscale del 2015».

I legali dell’attuale Sindaco di Messina, nella loro nota, fanno trapelare la volontà di “vederci chiaro” nei fatti che hanno portato all’arresto del deputato regionale, a novembre, e al rinvio a giudizio avvenuto ieri.

De Luca aveva già denunciato parte della macchina giudiziaria, lo scorso dicembre, e l’avvocato Micalizzi si dichiara pronto a fare altrettanto dopo l’esito di ieri «per conoscere se alcuni comportamenti, fotograficamente documentati, siano compatibili con i principi che regolano l’appartenenza all’ordine giudiziario sul piano della correttezza e della liceità».

In attesa dell’udienza, fissata per il prossimo giugno, si potrebbero avere ulteriori lumi già dall’esito del rito abbreviato fissato per ottobre per l’ex presidente del Collegio sindacale del Caf Fenapi.

 

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