Emergenza idrica, Amam: “Rubinetti a secco almeno fino a mercoledì

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Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, ha firmato l’ordinanza che stabilisce la chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, per le giornate di martedì e mercoledì. La decisione dopo la richiesta di questa mattina da parte dell’Amam.

Chi infatti, stamattina,  si aspettava che la conferenza stampa convocata all’Amam potesse aprire uno spiraglio per i messinesi a secco da due giorni, è rimasto deluso. Ogni speranza è svanita nei primi minuti dell’incontro.

L’azienda ha, infatti, chiesto al Comune (anch’esso sprovvisto di acqua) la chiusura di tutte le scuole cittadine per 2 giorni. Provvedimento necessario per evitare un'”emergenza igienica” nelle strutture scolastiche.

Il guasto sulla condotta Fiumefreddo, causata da una frana verificatasi a Calatabiano  è lontano dall’essere riparato e prima che la situazione torni alla normalità dovranno passare diversi giorni. Ricordiamo che la maggior parte delle case del centro città è senza acqua da sabato mattina alle 11. Un disagio destinato a durare almeno fino a mercoledì. “Stiamo lavorando senza sosta giorno e notte – ha spiegato il direttore generale Amam Luigi La Rosa – l’obiettivo è riportare l’acqua nelle case a partire da dopodomani, ma per poter rientrare alla normalità occorreranno altri tre giorni, soprattutto per i villaggi collinari”.

A spiegare invece l’entità del danno è il presidente dell’Amam Leonardo Termini. “La frana di Calatabiano ha interessato le nostre condutture, causando un danneggiamento alla saldatura dei tubi. Il vero problema risiede però nella difficoltà di raggiungere la zona interessata dallo smottamento. Abbiamo dovuto utilizzare mezzi più piccoli visto che siamo in presenza di terreno argilloso che non permette il normale transito delle ruspe. Occorrerà mettere in sicurezza il territorio creando dei terrazzamenti per bloccare l’avanzamento del terreno. Successivamente esamineremo le tubazioni sperando che non siano schiacciate, altrimenti servirà ulteriore tempo”.

Ancora top secret i costi dell’ intervento. Ma ciò che desta maggiore perplessità è la mancata individuazione di un’alternativa valida per fronteggiare un’emergenza che a Messina si ripete periodicamente. Tutti conoscono la precarietà del territorio dal punto di vista idrogeologico ma niente è stato fatto per evitare che una frana lasci a secco una città di 240mila abitanti. Termini preferisce dribblare il problema esortando a guardare avanti: “Inutile parlare di ciò che si sarebbe potuto fare, affrontiamo il presente. Il passato è passato”.

E a proposito di alternative, durante la conferenza stampa di questa mattina si è tornati a parlare dell’acquedotto dell’Alcantara che garantirebbe un piccolo aiuto nei casi di emergenza vista la portata comunque ridotta rispetto alle esigenze della città e i prezzi più alti rispetto a Fiumefreddo. “Per riattivare la conduttura – spiega La Rosa – servono diversi mesi di lavoro che Sicilia Acque (l’azienda che gestisce l’impianto) potrebbe portare a termine con la garanzia di un acquisto da parte del Comune di Messina. Attualmente le tubazioni risultano interrotte tra Scaletta Zanclea e Alì Terme”. Il presidente Termini tuttavia promette di affrontare la questione con l’istituzione di un tavolo tecnico con Regione e Comune. Il sindaco Accorinti assicura già piena disponibilità: “farei riunioni anche sulla Luna per il bene della città”. Ma qui nessuno chiede la Luna, semmai un servizio che nel 2015 non può essere messo in ginocchio da una frana.

 

 

 

 

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