Docente della facoltà di Economia e l’imprenditore messinese Alessandro Faranda coinvolti in un’inchiesta della Procura di Marsala

universitàC’è anche un docente della facoltà di Economia dell’Università di Messina coinvolto nell’indagine della Procura di Marsala sul riciclaggio di denaro proveniente dal parco eolico di Salemi. E’ di questa mattina il sequestro, ad opera della Guardia di Finanza, di beni per un milione e trecentomila euro ad otto persone. Tra queste, Melo Martella, docente di Economia all’ateneo messinese. L’inchiesta marsalese è collegata ad un’attività della Procura di Milano, coinvolge società operanti anche all’estero: Lussemburgo e Malta. L’inchiesta scaturisce da un accredito sospetto di 10.000 euro sul conto corrente di un imprenditore di Salemi, Antonino Scimemi, eseguito dalla moglie. Solo il primo di movimenti sospetti, che comprendono anche tre accrediti sul conto della donna per complessivi 850.000 euro da parte di una società romana attiva nella compravendita di immobili.
Il sostituto procuratore Dino Petralia, titolare dell’inchiesta,
ha rimarcato il coinvolgimento nell’indagine di «menti raffinate», riferendosi al docente universitario di Messina, Melo Martella, e ad Alessandro Faranda, uno dei titolari del marchio «Birra Messina», a cui la madre dell’imprenditore Scimemi, Giuseppa Angelo, 81 anni, avrebbe- secondo l’accusa – accreditato 255mila euro frutto di transazioni fraudolente.

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