Disinnescata la bomba nel porto di Messina: le foto dell’operazione

foto de palombari della marina militare al lavoro per disinnescare la bomba nel porto di MessinaMessina. Si è conclusa con successo stamattina la delicata operazione del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare volta a disinnescare una bomba – da oltre 1000 libbre – risalente alla seconda guerra mondiale ritrovata all’interno del porto di Messina.

L’operazione di disinnesco della bomba, individuata a soli 100 metri dalla banchina della Sezione Velica della Base Navale di Messina, è stata attuata con massima urgenza su richiesta della Prefettura di Messina.

A far scattare l’operazione la segnalazione dell’Autorità Marittima dello Stretto di Messina che aveva individuato, grazie all’attenta attività del 3° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera, un grande manufatto, riconducibile ad un ordigno esplosivo, all’interno del porto a 30 metri di profondità.

Le preliminari operazioni subacquee, condotte il 28 marzo dai Palombari del Comsubin, hanno permesso di riconoscere l’ordigno come una bomba d’aereo americana da 1.000 libbre risalente alla seconda guerra mondiale. Vista la vicinanza del luogo di rinvenimento alle infrastrutture portuali, la Prefettura di Messina ha coordinato le operazioni di bonifica affinché iniziassero nella primissima mattinata del 15 aprile, nell’ambito di un dedicato bando d’interdizione alla navigazione ed al traffico veicolare.

L’intervento d’urgenza dei Palombari del GOS del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta, si è concluso alle 09.10 quando, raggiunta una zona di sicurezza, individuata dalla locale Autorità Marittima, la bomba è stata distrutta attraverso le consolidate procedure tese a preservare l’ecosistema marino.

Al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo SDAI di Augusta, Tenente di Vascello Marco Presti, ha dichiarato: «Il rinvenimento di questo ordigno, così vicino alla Base Navale, ha imposto di applicare una rigida procedura d’intervento a causa della situazione di pericolo per la pubblica incolumità. Pertanto, a seguito della riunione di coordinamento in Prefettura, abbiamo redatto un dedicato piano di sicurezza che prevedesse l’inizio delle nostre operazioni all’alba per arrecare meno disagio possibile alla città . Solo nell’ultimo mese abbiamo rinvenuto a Lampedusa un’altra grande bomba d’aereo e numerosi proiettili di medio calibro, pertanto, mi preme raccomandare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e quindi non devono essere toccati o manomessi in alcun modo. È opportuno invece denunciarne immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari del Comsubin per rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare».

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