CAS. Appalto truccato per l’autostrada Siracusa-Gela: 6 arresti – VIDEO

Foto auto della PoliziaNuova bufera sul Cas: nella mattina di oggi, 13 marzo, la Polizia di Messina ha eseguito 6 arresti nei confronti di altrettanti soggetti accusati di turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e corruzione riguardo gli appalti per realizzare l’autostrada Siracusa – Gela.

Destinatari di custodia cautelare in carcere:

1. Nicola Armonium, gestore della società di consulenza Pachira Partners S.r.l;

2. Antonino Gazzara, al tempo dei fatti vice presidente del Consorzio Autostrade Siciliane.

Agli arresti domiciliari:

3. Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della società “Condotte D’Acqua S.p.A”;

4. Antonio D’Andrea, presidente di COSIGE Scarl;

5. Stefano Polizzotto, avvocato;

6. Gaspare Sceusa, dirigente del Cas e RUP del progetto oggetto dell’indagine.

Le accuse giungono dopo una lunga attività di indagine e riguardano reati commessi in Messina tra il 6 marzo 2014 ed il 5 novembre 2015.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina ha, inoltre, disposto il sequestro per equivalente dei proventi illecitamente percepiti, per un importo di quasi 480 mila euro, eseguito nei confronti della società Pachira Partners S.r.l. e degli avvocati Stefano Polizzotto, Antonietta Sartorio e Antonino Gazzara.

Oltre alle sei persone raggiunte oggi dalle ordinanze di custodia cautelare, risultano indagati altri 5 soggetti: il direttore generale pro tempore del Cas, Maurizio Trainiti, e i componenti della commissione chiamata a verificare la congruità delle offerte (Corrado Magro, Pietro Mandanici, Antonino Recupero e Sebastiano Sudano).

Gaspare Sceusa, costretto oggi agli arresti domiciliari, era già stato sospeso dal proprio ruolo di dirigente del Cas venerdì scorso, 9 marzo, poichè coinvolto nell’indagine riguardo i lavori di messa in sicurezza della frana di Letojanni.

I dettagli dell’inchiesta sulla Siracusa – Gela

Le indagini, eseguite dalla Sezione di P.G. aliquota della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Messina, hanno dimostrato le attività di turbativa d’asta relativa alla gara d’appalto del C.A.S. (Consorzio per le Autostrade Siciliane), pubblicata nel 2013, per l’affidamento dei lavori di costruzione del tronco dell’autostrada Siracusa – Gela.

In quell’occasione la commissione di gara, composta da professionisti designati dal Ministero delle Infrastrutture, aveva lasciato la valutazione delle offerte ad una sotto-commissione composta da dirigenti e consulenti del CAS e presieduta dal dirigente del CAS e RUP del procedimento, ing. Gaspare Sceusa.

Tale commissione aveva valutato positivamente e assegnato l’incarico per i lavori alla RTI Condotte D’Acqua Spa, stipulando un contratto in data 17 luglio 2014. Valore dichiarato per l’appalto pari a quasi 290 milioni di euro (€289.560.523).

Sulla questione si era, però, espresso il TAR di Catania che, accogliendo il ricorso fatto dalle ditte escluse (Tecnis SpA e Sics SpA), ha giudicato errata la condotta della sotto-commissione di gara: mancavano, difatti, i necessari approfondimenti su un aspetto tecnico fondamentale dell’offerta di Condotte, che avrebbe comportato, a fronte di una modifica strutturale di alcuni elementi dell’opera, una nuova approvazione del progetto da parte dei competenti organi di controllo (Genio Civile e Ministero delle Infrastrutture).

Da questo riscontro del TAR di Catania sono partite le complesse e articolate indagini della Procura di Messina che hanno svelato numerose anomalie nell’operato della sub-commissione e che, soprattutto, le procedure di gara erano state condizionate da vertici del Cas e da alcuni consulenti dell’impresa RTI Condotte D’Aqua, collegati ad ambienti politici ed amministrativi della regione siciliana.

Un’analisi accurata dei subappalti proposti dalle imprese appaltatrici (riunite in consorzio nella COSIGE scarl s.r.l.) e approvati dalla stazione appaltante (il Cas), rivelava la presenza di un singolare affidamento di servizi di consulenza legale e amministrativa, espressamente vietato dalla legge, ad una società di Milano, la Pachira Partners S.r.l., per l’importo di € 1.650.000.

La società era in realtà una scatola vuota, facente capo a tale Nicola Armonium, il quale a sua volta si avvaleva della collaborazione esterna dello studio dell’avvocato palermitano Stefano Polizzotto, il quale in passato aveva avuto incarichi presso la regione e ricevuto consulenze da parte del CAS.

Armonium aveva ricevuto, in realtà, un incarico fiduciario dal presidente di RTI Condotte D’Acqua, ing. Duccio ASTALDI, in seguito formalizzato dal Presidente di COSIGE e dirigente della RTI Condotte, ing. Antonio D’ANDREA.

Incredibilmente questi incarichi, conferiti tramite subappalto, erano stati tutti comunicati alla stazione appaltante senza che nulla fosse eccepito.

Il diligente operato delle forze dell’ordine ha consentito di verificare, tramite opportune intercettazione, che in realtà questi consulenti avevano seguito sin dall’inizio la gara d’appalto per la Siracusa-Gela, ancor prima di ricevere qualsiasi incarico, ed erano poi stati premiati con un contratto assai remunerativo, per seguire anche la fase successiva. L’obiettivo era, evidentemente, assicurare una “morbida gestione dell’appalto”.

L’indagine ha consentito, poi, di accertare un rapporto privilegiato fra Nicola Armonium e il vice presidente del Cas (pro-tempore), avv. Antonino Gazzara, che – in modo continuativo – aveva favorito una gestione agevole all’appaltatore, attraverso interventi mirati: proroga di termini inderogabili di consegna di opere, riconoscimento all’impresa di riserve per importi di centinaia di milioni, abbattimento di penali, riconoscimento di premi ed altro ancora.

In cambio di questo trattamento di favore l’avvocato Gazzara riceveva incarichi professionali dalla società Pachira per circa € 30.000 e la promessa di consulenze future.

L’esecuzione della misura è stata eseguita dalla Sezione di P.G. aliquota Polizia di Stato presso la Procura della Repubblica di Messina , dalla Squadra Mobile di Messina e dalle Squadre Mobili di Roma e Palermo, su ordinanza emessa il 5 marzo 2018 dal GIP del Tribunale di Messina, dott. Salvatore Mastroeni, su richiesta dei P.M. della Procura Ordinaria di Messina, dott.sse Alessia Giorgianni e Rosanna Casabona.

Tra gli indagati non raggiunti da misura cautelare, il direttore generale pro tempore del Cas, Maurizio Trainiti, e i componenti la commissione che avrebbe dovuto verificare la congruità delle offerte per l’affidamento delle opere: Pietro Mandanici, Sebastiano Sudano, Antonino Recupero e Corrado Magro.

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