“Caro marito, ti lascio, ti perseguito e ti pesto se non mi dai le figlie”. Arrestata

polizia per nuovo ( giorno)Finisce l’incubo durato un anno per un messinese perseguitato dall’ex moglie e dal compagno di lei. La coppia è stata arrestata per stalking.

Lei è cubana, lui, messinese, se ne innamora, la sposa e la porta in Italia, a Messina. Da quest’unione nascono due bambine, oggi di 4 e 3 anni, ma mamma e papà si separano un anno fa.

E qui cominciano i ‘dolori’ per il marito. Tra gli ex coniugi scattano liti continue per l’affidamento delle figlie. Lui non cede, lei non molla, e al centro ci sono due bambine. A supporto della moglie arriva un nuvo compagno, messinese, con precedenti penali. Anche il marito avvia una nuova relazione. La nuova coppia- a detta del marito – comincia a perseguitarlo.

Giovedì sera, tra i due ex coniugi, divampa un’animata lite, arrivano pure le botte per lui, e non solo lui. Al pronto soccorso dell’ospedale Piemonte arrivano: l’uomo, refertato con una prognosi di 7 giorni; sua madre, coinvolta anche lei nella lite ( per la donna lesioni giudicate guaribili in 5 giorni); mentre l’attuale compagna della vittima, al 5° mese di gravidanza, subisce lesioni per le quali ha rischiato l’aborto. Per la giovane donna, la prognosi è stata di 30 giorni, salvo complicazioni.

Ieri pomeriggio, altro round. Mentre le vittime stavano recandosi nello studio del loro legale per formalizzare l’ennesima querela, è scattato l’inseguimento in macchina da parte degli stalker.
Questi ultimi, dopo una serie di manovre spericolate per le vie del centro città, noncuranti del fatto che sull’auto dell’uomo c’erano anche le due bimbe di 4 e 3 anni, lo hanno bloccato impedendogli di raggiungere lo studio legale.
Quando i poliziotti sono stati chiamati in soccorso dalle vittime, hanno immediatamente bloccato e arrestato Carmelo Borgosano, 39 anni, e Leyanis ORDONE Gutierrez, 24 anni.
E’ poi emerso che negli ultimi mesi la situazione per l’uomo, la sua compagna e per tutta la famiglia, era divenuta insostenibile, a causa delle innumerevoli liti, minacce, aggressioni sia verbali che fisiche, ingiurie e danneggiamenti, avvenute anche in presenza delle due piccole, al punto che le vittime avevano già denunciato 13 episodi.

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