Vizi e Passioni uniscono l’Italia. Crocetta a Matrix: 7mila euro al mese per usciere Ars. E in Piemonte..

matrixSe c’è un’Italia che patisce disoccupazione o precarietà nel lavoro, tasse che strangolano, ce n’è un’altra che gode. E l’abbiamo anche vicina, anzi, ce l’abbiamo in casa. Almeno a detta del presidente della Regione, Rosario Crocetta, che ha parlato nel corso della trasmissione Matrix, lo scorso venerdì, di stipendi d’oro all’ARS. In particolare, di quello di un semplice usciere dell’Assemblea Regionale Siciliana, uno che – parola di governatore – è pagato 7mila euro al mese. Più di lui, presidente della Regione. Crocetta, battagliero più che mai, prende subito le distanze dall’esubero di paga. ” Non posso intervenire all’Ars- specifica – solo alla Regione, dove ho ridotto del 20% le indennità dei deputati e ridotto le spese della Formazione e della Sanità”. Come fiori all’occhiello, il governatore parla delle sue 30 denunce alle procure siciliane, sprechi che- sottolinea- coinvolgono tutta la politica siciliana ma non tutti i politici.
E’ l’assessore alla Formazione, Nelli Scilabra, a “dare i numeri” della macchina da soldi che è stata, negli ultimi 10 anni, la Formazione in Sicilia: 4 miliardi spesi per corsi che sfornavano ben pochi apprendisti, ognuno dei quali, inimmaginabile, costava alla Regione 843mila euro l’anno.

Ma se c’è una Sicilia che “ruba e spreca” c’è anche un Piemonte che non rimane con le mani in mano e, per la par condicio, Matrix ha citato anche gli sperperi piemontesi. La recente inchiesta che vede indagati  governatore del Piemonte e consiglieri, infatti, segnala vizi e passioni pagati dai componenti regionali, cui venivano rimborsati, dietro presentazione di scontrini, spese personali variabili dai 27mila ai 200mila euro. E il peggio erano le “casuali” degli scontrini: pranzi, cene, biglietti di partiti di calcio, alimenti per cani, parrucchiere, gioielleria e tanto altro di personale.

Se c’è un’Italia che patisce disoccupazione o precarietà nel lavoro, tasse che strangolano, ce n’è un’altra che gode. E questa ce l’abbiamo lontana. 

L’Italia è unita.

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