Via Nicaragua, l’avvocato Saitta: “Formalizzato il risarcimento danni”. Morabito: “Brava l’amministrazione”

accorinti ienaLa strada di via Nicaragua non è  “aperta” del tutto. L’avvocato dei privati, Giuseppe Saitta, ha già formalizzato la richiesta di risarcimento danni al Comune ricordando che è pendente una causa civile in tribunale:

“L’istituto autonomo case popolari ha scritto nei tre atti pubblici di vendita firmati dal notaio che si tratta di spazi di isolamento, di pertinenza, e che quindi sono spazi privati, lo stesso Iacp poi sostiene che non sono stati catastati, il Comune aveva già avviato un procedimento di sgombero che è stato revocato quattro anni fa circa, nel 2013 la comproprietaria è stata assolta penalmente dall’accusa di occupazione di suolo pubblico – prosegue il legale – adesso la recente sentenza del Cga ha detto che l’eliminazione dei cancelli non arreca pregiudizio in attesa del giudizio civile ma non ha dato ragione al Comune, è in corso al tribunale di Messina una causa civile con udienza a gennaio, oggi è già stata inoltrata richiesta di risarcimento danni per avere tolto i cancelli, procederemo per far valere i diritti dei comproprietari che sono due e non solo uno, ci faremo sentire”.

Esulta, invece, il presidente del V Quartiere Santino Morabito:

“La vicenda di Via Nicaragua si trascina da oltre un anno e mezzo in un susseguirsi di abusi, denunce, ordinanze, ricorsi, sentenze ed, in ultimo, la tanto attesa azione coercitiva del Comune a restituire il maltolto alla comunità.
Un plauso dunque all’amministrazione comunale che ha saputo battere un colpo sul terreno del rispetto delle norme. Terreno da sempre scivoloso per le pubbliche amministrazioni di questa città.
Questo è il punto. Ogni qual volta la Giunta comunale si distinguerà per azioni amministrative in netta discontinuità con le passate amministrazioni e per atti concreti che modifichino le condizioni materiali dei nostri concittadini, avrà sempre il sostegno di questo Consiglio circoscrizionale e, ne siamo certi, di tutta la città.
Adesso, però, non bisogna abbassare la guardia, perché non basta l’esecuzione formale di una ordinanza. Occorre pretenderne il rispetto sostanziale e pertanto garantire che via Nicaragua sia realmente restituita alla pubblica fruizione. E’ necessario quindi procedere alla rimozione di tutte le altre opere abusive che ancora adesso ostacolano il passaggio pedonale. Dalle dependance in muratura agli enormi vasi cementati al suolo. A tal proposito, tanto per far comprendere quanto radicato e pervasivo sia il rifiuto dell’ordine e del rispetto della cosa pubblica, va detto che neanche un’ora dopo che operai comunale e vigili urbani avevano eseguito l’ordinanza l’ingresso della strada è stato nuovamente ostruito cementando delle fioriere all’asfalto.
Poi uno dice che chiama “le Iene”. @Acaffo 

 

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