Messina. 500mila euro ad UniMe per migliorare la diagnosi della celiachia

Foto dell'ospedale Policlinico di MessinaL’Università degli Studi di Messina (UniMe) ha ottenuto un finanziamento di oltre 500.000 euro per portare avanti degli studi che permettano di diagnosticare più velocemente la celiachia, in collaborazione con Malta.

I fondi, provenienti dal Programma Interreregionale V-A Malta, saranno indirizzati, in particolare, al progetto I.T.A.M.A. (ICT Tool per la diagnosi di malattie Autoimmuni nell’Area Mediterranea) di cui UniMe è partner insieme al Capofila UniPa, al Ministero delle Salute e Acrosslimits Ltd di Malta. Per l’Ateneo peloritano  sono coordinatori del progetto concernente la Malattia Celiaca,  il professor Giuseppe Magazzù, ordinario di Pediatria e responsabile del Centro per la celiachia e la fibrosi cistica dell’AOU (Azienda Ospedaliera Universitaria) Policlinico “G. Martino”.

In particolare, il progetto che il Dipartimento di Patologia Umana dell’Adulto e dell’Età Evolutiva di UniMe ha in cantiere è finalizzato ad anticipare i tempi diagnostici e migliorare l’accuratezza della diagnosi della celiachia, evitare esami invasivi. Risultati positivi in questo frangente permetterebbero, tra le altre cose, di ridurre i costi della malattia indotti dal ritardo della diagnosi.

Tali malattie autoimmuni sono altamente diffuse nel territorio siciliano e a Malta. In particolare, per la celiachia, è stimata una prevalenza dell’1% e, nel 50% dei casi diagnosticati presenta i sintomi entro i primi 5 anni di vita. Si tratta di una patologia che provoca un difettoso assorbimento intestinale dei grassi e dei carboidrati, e che può, quindi, compromettere lo stato di nutrizione.

Perché sia possibile una diagnosi è necessario riconoscerne i sintomi, effettuare dei test sierologici e, successivamente, ottenere una conferma attraverso un esame istologico delle biopsie intestinali. «Le linee guida ESPGHAN (The European Society for Paediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition) – ha spiegato l’Università in una nota – riportano la possibilità di evitare la biopsia per la diagnosi della celiachia nei bambini geneticamente suscettibili con alti titoli di anticorpi anti tTG IgA previa conferma della positività con altro test eseguito con metodica diversa (EMA), che però è osservatore dipendente».

Lo studio in questione permetterebbe l’avvio di procedure coordinate tra Messina e Malta, portando alla formazione di un modello organizzativo in grado di ridurre i rischi di frammentazione e duplicazione. Si prospetta, ha chiarito infine l’Ateneo, la possibilità di eseguire uno screening con un test rapido ed economico (PoCT) su bambini e confermare le positività associando un altro test diretta espressione del danno intestinale (AAc) giungendo così a una diagnosi precoce con procedura rapida, economica e non invasiva.

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