Tir, un gruppo di consiglieri schierati con il sindaco. Risitano: “Mancano i dati sull’inquinamento atmosferico”

Accorinti giunta blocco tirAnche oggi sono tornati sul cavalcavia a sostegno del sindaco Accorinti nel blocco dei tir. Sono i consiglieri comunali di Cambiamo Messina dal Basso Ivana Risitano, Luigi Sturniolo, Nina Lo Presti che insieme al collega dei Progressisti democratici, Santi Daniele Zuccarello, al presidente del IV Quartiere, Francesco Palano Quero, e ai consiglieri di circoscrizione della lista del primo cittadino stanno presidiando giorno dopo giorno la strada che conduce alla via La Farina dal molo Norimberga. Nei giorni scorsi pure il consigliere di Siamo Messina, Piero Adamo, aveva evidenziato come positiva l’iniziativa del primo cittadino. Si sono schierati per il blocco che da oggi è tornato in vigore dopo la nuova determina del direttore generale Antonio Le Donne.

La consigliera Risitano ha voluto precisare come il passaggio dei tir provochi anche inquinamento atmosferico e che a oggi non ci siano dati ufficiali. 

“E’ necessario denunciare a gran voce – sostiene la consigliera – la mancanza,a Messina, delle centraline di rilevamento dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili. La legge impone che i cittadini siano a conoscenza dei rischi a cui sono sottoposti e la Regione, tramite l’ARPA, ha l’ obbligo di rilevazioni giornaliere .Una ricerca scientifica pubblicata su Lancet Onchology il 10 luglio 2013,condotta su 17 paesi europei tra cui l’ Italia, conferma il nesso di causalità tra concentrazioni di polveri sottili (pm10 e pm 2.5)e tumori polmonari. Lo studio afferma che ogni incremento di 10 microngrammi/ M3 di PM10 nell’ aria aumenta il rischio di cancro al polmone del 22%;si arriva al 51% per l’adenocarcinoma polmonare (la ricerca è stata condotta su non fumatori) . Ogni incremento di traffico urbano di 4000 veicoli determina un aumento del rischio: a Messina ne transitano quotidianamente oltre 5.500. Il rischio legato al passaggio dei tir va dunque ben oltre gli incidenti: stando così le cose,gran parte della popolazione potrebbe ammalarsi di tumore nell’ arco di 15-20 anni. è pertanto necessario che le misure siano più severe e rigide,che i cittadini siano a conoscenza del rischio tramite l’ installazione delle centraline, e che siano messi nelle condizioni di tutelare la propria salute”. 

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