Tir, il Consiglio comunale che non decide mai

Consiglio comunale tirLa seduta di ieri, durata ben quattro ore, al netto delle polemiche, ha chiarito che l’aula non intende decidere sulla questione tir. La maggioranza di centrosinistra aveva preparato un ordine del giorno che in sintesi indicava al sindaco di attendere il completamento del secondo molo di Tremestieri prima dell’ordinanza (poteva dunque essere presentato prima) e cercare un confronto – sulla scia di quanto scritto dal prefetto Stefano Trotta – con la società di navigazione. Ma anche l’odg della maggioranza è andato in fumo perché privo di numeri. Non c’è una schiera di politici con una posizione chiara sui tir come non aveva i numeri l’atto del consigliere Santi Zuccarello che ha dalla sua il seggio di opposizione e dunque potenzialmente minoritario.

Al termine della seduta, dopo la lettura del documento a opera del presidente Emilia Barrile, in aula erano rimasti poco più di una decina di consiglieri. E meno di questi lo avrebbero approvato. Così non se n’è fatto nulla dopo un dibattito in cui è stata confermata soltanto la contrapposizione all’interno del partito democratico sull’ordinanza del dirigente comunale alla Viabilità Mario Pizzino che da lunedì chiuderà le strade limitrofe al Cavalcavia ai tir. Da un lato Santi Zuccarello, Donatella Sindoni e Claudio Cardile (sostenuti dai consiglieri di Cambiamo Messina dal Basso e di Siamo Messina) che sono per un no secco al passaggio dei tir in Centro e dall’altro i consiglieri del Pd, come Simona Contestabile, il capogruppo Paolo David e Giuseppe Santalco (sempre vicini al socio di minoranza della Caronte-Tourist Francantonio Genovese) che avrebbero atteso l’apertura del secondo approdo di Tremestieri prima di firmare l’ordinanza. Zuccarello ha contestato ironicamente il documento dei colleghi del Pd prima presentato, poi ritirato e infine soltanto letto evidenziando come quella di ieri sia stata solo una seduta di passerella che non ha voluto dire una parola chiara sui tir. Per la Contestabile, invece, era necessario un confronto più ampio criticando il sindaco e tendendo la mano ai privati. In aula, seppur con alcuni distinguo, le posizioni restano tra le più varie. Alla fine il Consiglio non scegliendo tra i due ordini del giorno non ha preso nessuna strada ribadendo che sul tema, come in passato, c’è pochissima voglia di schierarsi. @Acaffo 

 

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