Terremoto sulla CGIL. L’ex funzionaria indagata racconta a Rai2:” Pagavo stipendi in nero”

virus il contagio delle ideeUn sindacato in “nero”, che falsificava bilanci, alterava rimborsi, assumeva con contratti fittizi, non pagava contributi, minacciava il licenziamento a chi non sottostava agli ordini illeciti di scuderia. Cosi è stata pubblicamente descritta, alla TV di Stato, la CGIL di Messina.

Il “ciclone Alma Bianco ” si è abbattuto stasera sulla CGIL messinese. Accuse pesanti come macigni, quelle formulate alla Rai, davanti a tutta Italia, dall’ex funzionaria del sindacato che in città è diretto da Lillo Oceano. Accuse che, se non provate, le si ritorceranno sicuramente contro.

Ma appariva sicura, pacata, Alma Bianco, stasera ospite di “Virus il contagio delle idee”, trasmissione di Rai2 condotta da Nicola Porro.
Alma Bianco, come un fiume in piena, ha rivelato quello che, sino ad oggi, nero su bianco, si leggeva soltanto sul fascicolo del sostituto procuratore Fabrizio Monaco, il magistrato che ha dato il via all’inchiesta che vede la stessa Bianco indagata per appropriazione indebita, in relazione all’ammanco di 60.000 euro di fondi della Cgil di Messina. Inchiesta nella quale è indagato, per falsa testimonianza e calunnia, anche il segretario generale della CGIL di Messina, Lillo Oceano. Accusa per la quale, successivamente, lo stesso PM ha chiesto l’archiviazione. La posizione di Oceano è ancora pendente.

Intanto il procedimento penale a carico dell’ex funzionaria del sindacato della Camusso va avanti. A Virus, Alma Bianco ha parlato degli inciuci di un sindacato che pagava anche in nero. Ha detto che lei, inizialmente contabile, doveva trovare vari sotterfugi per far quadrare i bilanci. Anzi, più che bilanci erano rendicontazioni. Poi il paradosso. Nel 2000 viene promossa ispettore regionale del sindacato, vale a dire deve controllare che tutto sia in regola nelle varie sedi CGIL siciliane. Proprio lei che, a suo dire, era costretta, pena licenziamento, a rimborsare 400/500 euro al mese anche ai “distaccati”, quei dipendenti di aziende distaccati al sindacato che per legge, percependo uno stipendio maggiore dal datore di lavoro, non avevano diritto a stipendio o rimborso dalla CGIL. A lei- ha raccontato l’ex sindacalista – spettava il compito di far quadrare le rendicontazioni, anche attraverso falsi rimborsi che contabilmente venivano segnati alla voce “acconti spese”.
Dalle dichiarazioni di Alma Bianco, rilasciate stasera a Rai2, viene fuori il ritratto di un sindacato corrotto e manipolatore. Un’immagine dalla quale lo stesso conduttore, Nicola Porro, ha voluto prendere le distanze, specificando, più volte, che quello di Messina, se accertato, sarebbe un caso isolato. Superfluo aggiungere che Sergio Cofferati, intervistato fuoristudio, ha preso anni luce di distanze dalle dichiarazioni di Alma Bianco: “Ho fiducia nella magistratura”- ha detto- che stabilirà la verità sulla CGIL di Messina”.
L’avvocato Bonaventura Candido, legale della ex sindacalista, presente in studio, ha dichiarato: ” Si tratta di una vicenda complessa, che vede fronteggiarsi due tesi contrapposte e che avrà il suo epilogo soltanto con una sentenza definitiva”.

Patrizia Vita

 

(79)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *