Terremoto del 1908: oggi il 105º anniversario dell’evento che segnò Messina

terremoto messina 1908Una data che difficilmente potrà essere dimenticata dai messinesi, un giorno che ha segnato per sempre il destino di una città, che spesso — a torto e a ragione — dà ancora la colpa a quel sisma per giustificare le sue lacune odierne. Il terremoto-maremoto del 28 dicembre 1908, di cui oggi ricorre il 105º anniversario, ha lasciato un solco profondo tra le pieghe di una città che ha perso molto in quella tragedia epocale.

Il 23 dicembre scorso quando intorno alle 5.20 del mattino Messina si è svegliata tremando, a causa di un sisma di magnitudo 4, il pensiero è corso subito a quella data, a quella ferita, a quel “fantasma” temuto che attanaglia anche il ricordo  di chi ne ha solo sentito parlare e/o ha visto le immagini di tanto sfacelo.

Su Facebook sono stati tanti gli utenti che hanno postato immagini e articoli di giornale riguardanti quel tragico evento che ha colpito, radendola al suolo, un’intera  città, la sua Storia architettonica, le storie personali dei suoi abitanti.

D’altronde, come dare torto a chi ancora teme che una simile condizione si possa ripresentare, poiché il terremoto calabro-siculo del 1908 ha segnato in maniera indelebile il XX secolo ed è stato considerato uno degli avvenimenti più catastrofici. “Solo” 37 secondi , che sono un tempo infinito per un sisma di quella entità (magnitudo 7,2), sono serviti a cancellare la vita di numerose persone, senza fare alcuna distinzione tra ricchi e poveri: di fronte alla forza Natura nessuna raccomandazione.

E Messina si svegliò tra la urla, le macerie, inghiottita da una fitta coltre di polvere e dalle fiamme che si propagarono in diversi punti della città.

Tra gli edifici più importanti che subirono l’ “ira” dell’evento naturale ne ricordiamo alcuni:la Palazzata o Teatro marittimo, affacciata sul porto; il Palazzo Municipale; il palazzo della Dogana; numerose chiese; anche il Duomo e l’edificio storico dell’Università non vennero risparmiati. Gran parte della memoria storica di Messina si perse in  “soli” 37 secondi.

Numerose sono oggi le iniziative che si terranno nella città dello Stretto per ricordare quel cataclisma e commemorare le vittime (http://www.normanno.com/index.php/cultura-e-spettacolo-1/9045-iniziative-per-il-105-anniversario-del-terremoto-maremoto-del-1908).

Anche il consigliere comunale Libero Gioveni lancia una proposta per non dimenticare: denominare il tratto di viale San Martino compreso fra villa Dante e viale Europa “via 28 Dicembre 1908”. Il consigliere vorrebbe imprimere un segnale forte e tangibile, in ricordo di quel triste evento, proprio nel luogo che per primo fu ricostruito dopo l’immane tragedia: il Quartiere Lombardo.

«La storia messinese dell’ultimo secolo, infatti — ricorda Gioveni — narra che grazie ai finanziamenti erogati dalla famosa Opera Pia Lombarda (e per mano degli ingegneri Cesare Nava e Carlo Broggi), furono progettati e costruiti, subito dopo il terremoto del 1908, nel quadrilatero compreso fra via La Farina, viale Europa, via Catania e via Roosvelt (meglio noto, appunto, come “Quartiere Lombardo”), un orfanotrofio, un asilo ed un gruppo di case economiche con criteri antisismici (che poi vennero assegnate  tra il 1911 e il 1912 ai superstiti del terremoto con un canone di locazione modestissimo). L’orfanotrofio, invece, che con i cortili occupava un area di 6.000 mq, venne inaugurato il 28 Dicembre 1910 (nel 2° anniversario del sisma) e demolito nel 1931, ospitando dapprima gli orfani del terremoto e successivamente quelli della prima guerra mondiale».

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