Tasi, tariffe da inviare a Roma entro il 10. Altrimenti milioni di euro in meno di Entrate comunali

TasiLa Tasi, la tassa sui servizi indivisibili come la Pubblica Illuminazione e la manutenzione delle strade, dovrà vedere le tariffe approvate dal Consiglio comunale entro il 10 settembre. Per quella data gli atti devono essere inviati al ministero dell’Economia altrimenti sarà applicata l’aliquota dell’1% e non del 3,3% (come già deciso dalla giunta municipale). L’eventuale ritardo nel voto comporterà che il Comune non incasserà per il 2014 gli 8,8 milioni di euro già previsti nel Piano di Riequilibrio finanziario decennale ma appena 2 milioni di euro circa e che la Tasi sarà pagata in un’unica soluzione dai cittadini il 16 dicembre e non in tre cominciando da metà ottobre. In commissione Bilancio presieduta dal consigliere Nicola Cucinotta ha preso parte, tra gli altri, l’assessore Guido Signorino. Si è avviato il confronto e spiegato cosa succederà. I tempi stringono, dunque, pure per la Tasi dopo quanto si è visto, in tutta fretta, con il Piano di riequilibrio. I consiglieri stanno valutando anche su quali capitoli di spesa indirizzare gli 8,8 mln di fondi. Il 16 luglio scorso la giunta municipale aveva deliberato di proporre al Consiglio comunale di determinare per l’anno 2014 le aliquote e le detrazioni Tasi: aliquota pari al 3,3 per mille per le unità immobiliari adibite ad abitazioni principali (categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6, A7) e le relative pertinenze intese, esclusivamente, quelle classificate nelle categorie catastali C2, C6 e C7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie indicate e per le unità immobiliari assimilate all’abitazione principale. Restano in ogni caso escluse le abitazioni di categoria A1, A8 e A9 e le relative pertinenze. L’amministrazione aveva stabilito di riconoscere una detrazione di imposta per gli immobili adibiti ad abitazione principale, escluse le pertinenze limitatamente alle categorie catastali da A2 ad A7, nella seguente misura: relativamente alle unità immobiliari appartenenti alla categoria catastale A5 e per gli immobili la cui rendita catastale è compresa tra 0,00 e 100 euro si applica una detrazione fino a totale concorrenza dell’imposta dovuta; per quelli la cui rendita catastale è compresa tra 100,01 e 200,00 euro si applica una detrazione pari al 50 per cento dell’imposta dovuta; per quelli la cui rendita catastale è compresa tra 200,01 e 250,00 euro si applica una detrazione pari al 30 per cento dell’imposta dovuta; per gli immobili la cui rendita catastale è compresa tra 250,01 e 300,00 euro si applica una detrazione pari al 15 per cento dell’imposta dovuta. Restano in ogni caso escluse le abitazioni di categoria A1, A8 e A9 con le relative pertinenze e gli immobili che abbiano una rendita catastale pari o superiore a 301,00 euro; l’aliquota resta dello 0,00 per mille per tutti gli altri immobili e per le aree edificabili. @Acaffo 

(49)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *