Storia di Salvatore. Affetto da un morbo, il datore di lavoro gli sottrae gran parte dello stipendio. La denuncia

DENUNCIASalvatore ha 34 anni, è malato, ha il morbo di Kholer , un rara malattia infantile delle ossa del piede. Colpisce prevalentemente i maschi rispetto alle femmine e l’incidenza è massima nei bambini di età compresa tra sei e nove anni.  Salvatore l’ha scoperta tardi, a 33 anni, dopo 3 mesi che lavorava ( da maggio 2014) assunto a tempo indeterminato, per una nota società messinese, attiva nel settore alberghiero e della ristorazione. Lui era , ufficialmente, addetto alla cucina: 3 ore al giorno per 21 settimanali. Ufficialmente. In realtà lavorava- ha detto- 12 ore al giorno. “Senza pausa pranzo- racconta Salvatore – mai pagati gli extra festivi e notturni, per una paga  di 585 euro netti al mese. In nero, fuori busta, ne intascavo altri 200.” Poco, vero, ma Salvatore era comunque soddisfatto: a 33 anni,  fidanzato da tempo, lavoro non ce n’è, meglio non storcere il naso e lavorare. Anzi, è fortunato ad averlo quel lavoro sottopagato.

 Ma ad agosto 2014 succede l’imprevisto, quella malattia che si trascina, inconsapevolmente, da quand’era bambino, si manifesta: ha un trauma distorsivo alla caviglia sinistra, senza che nulla di traumatico l’abbia causato. Indagini cliniche stabiliscono che è affetto dal morbo di Kohler. Dopo una breve pausa per malattia, a settembre torna al lavoro, stessi ritmi, stesse ore, 12, in piedi. Il dolore torna, lancinante, deve rimettersi in malattia. A ottobre l’intervento allo scafoide. La società per cui lavora- racconta Salvatore- a quel punto, non paga più regolarmente il suo stipendio. La malattia – che secondo quanto apprende dall’Inps, deve  essere anticipata dal suo datore di lavoro ( per esserne poi rimborsato dall’ente previdenziale), più lo stipendio per intero e i contributi , gli viene solo parzialmente corrisposta: solo 400 euro al mese. “Inoltre- aggiunge – la società trattiene anche gli 80 euro al mese disposti dalla legge Renzi”.

Una condizione difficile da sopportare per un uomo affetto da una malattia invalidante, impossibilitato ad altro guadagno, che conta su quello che l’occupazione precedente alla malattia poteva ancora garantirgli a livello economico. Salvatore , per sollecitare l’esborso dell’importo regolare, telefona ripetutamente al suo datore di lavoro, che – dice – spesso non gli risponde e quando lo fa glielo nega. Di più, gli arriva pure una denuncia per il fastidio arrecato con quelle telefonate. Da qui scatta la controdenuncia alla Guardia di Finanza da parte del dipendente.  Salvatore ne attende l’esito di Giustizia, per lui, per tutti quelli come lui, malpagati e “buttati”  via al primo intoppo.  Normanno ha raccolto il suo sfogo.

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